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YAC lancia il concorso 'Common ruins'
CONCORSI

YAC lancia il concorso 'Common ruins'

di Cecilia Di Marzo

Da castello in rovina a meta di contemplazione e riposo

09/11/2018 - Esiste un fascino particolare nelle rovine: un nota sublime nelle architetture dissolte, qualcosa di commovente nella polverizzazione del tempo. È quando il silenzio cala su un'architettura, quando la natura -con i propri tempi- si riappropria dello spazio completando il disegno dell'uomo, in quel lungo tramonto che segue l'abbandono e prelude alla distruzione, è allora che succede qualcosa di magico: è allora che l'architettura cede il passo alla rovina.
Il castello di Mothe Chandeniers è una perfetta rovina. Perduto nelle campagne francesi, il castello è un gioiello gotico ricamato nella pietra, un miraggio fatato fluttuante su di un placido lago ed avvolto dall'abbraccio di da una vegetazione gelosa, che come un avido amante ne ha circondato i bastioni ed avvinto le architetture. Un amplesso sublime fra storia, architettura e natura, quello che si percepisce al castello: un luogo che lontano dall'uomo ha maturato la propria più splendente bellezza, ma che ora ha necessità dell'uomo per non incontrare la propria definitiva distruzione.

Per simili ragioni Dartagnans - fondo orientato alla tutela e salvaguardia del patrimonio artistico internazionale - grazie alle donazioni di oltre 27.910 azionisti, ha recentemente acquisito il castello, ed oggi, attraverso YAC – Young Architects Competitions, invita i progettisti ad assecondarne il naturale fascino per trasformarlo in meta di contemplazione e riposo per turisti e visitatori da tutto il mondo.

Come trasformare una rovina in una struttura turistico-ricettiva d’avanguardia? Quale dialogo possibile fra un involucro neo-gotico e l'architettura contemporanea? Il concorso Common ruins offre ai progettisti l’opportunità di misurare la propria azione progettuale con una delle più affascinanti rovine del mondo, per la realizzazione di un centro visitatori orientato ad assicurare un’esperienza di ospitalità unica, spirituale e rigenerante.

Al tramonto dell'architettura occorre che sia l’architettura a tutelare quella formidabile commistione fra azione umana ed attività naturale che è alla base del fascino di Mothe Chandeniers, salvandolo dall’erosione del tempo per restituirlo alla comunità. Una sfida che invita i progettisti a misurarsi con luogo dotato di una bellezza surreale, capace di generare scenari di vacanza onirici e ricercati, da assecondare con l'inserimento di un intervento architettonico che ambisca a scrivere la storia dell’architettura contemporanea.

Le iscrizioni si chiudono il 27 gennaio 2019 con consegna degli elaborati il 30 gennaio 2019.

© Riproduzione riservata

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