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FOCUS

Storie, sinergie e nuove energie al Fidec del 21 novembre

Momento di prova per una nuova rete

26/11/2018 - C’è chi ha inventato un nuovo sistema di monitoraggio degli edifici per raccogliere dati sulla salute e sulle condizioni della struttura. Chi ha scelto di lavorare e consigliare agenzie affinché chiunque possa godere di una vacanza, anche in caso di difficoltà o disabilità. Chi si è posto come coordinatore di una nuova rete, perché ha capito che insieme si è più forti. Il Fidec racconta storie come queste e molte altre.

La prima edizione del Forum Italiano delle Costruzioni, organizzata da Ance ma aperta a tutta la filiera, si è svolta il 21 novembre al Palazzo del Ghiaccio di Milano e ha registrato più di 1200 affluenze. In circa 7 ore, 47 sono stati gli incontri tematici in cui chi ha affrontato la crisi e ha abbracciato il cambiamento ha condiviso il suo percorso di trasformazione verso il futuro del settore.

Intorno al braciere idealmente illuminato dalla scintilla del cambiamento, sono state intessute nuove relazioni, sono state fatte domande e sono state date risposte. Insieme, si è lavorato per rivoluzionare il settore, ripartire dalla filiera per ricostruire, in sinergia, il mondo del progetto e del cantiere. 

«Se nel 1961 la produttività dell’edilizia e della manifattura è fatta pari a 100, nel 2018 l’edilizia sta a 84 e la manifattura a 250 – ha spiegato Federico Della Puppa, docente di Economia e Gestione di Imprese presso l’Università IUAV di Venezia – Un dato che indica la necessità di cambiare decisamente strada attraverso la riorganizzazione dei processi costruttivi, il minor spreco di risorse e il maggior riutilizzo, a partire dai detriti di cantiere senza trascurare il contesto di responsabilità sociale che deve ispirare il settore».

Settore che, come ha rimarcato Marco Marcatili ricercatore di Nomisma, partner del Fidec, sta scontando un gap di investimenti pari a circa 60 miliardi e che vede il 35% di famiglie interessate all’acquisto senza riuscire a trovare le condizioni per farlo. In particolare, resta grave il fatto che la rigenerazione urbana resti un contesto che non riesce ad attrarre capitali e che il settore delle costruzioni fatichi molto a capire che “si sta facendo sempre più forte un mercato che cerca non solo dei contenitori, cioè delle case, ma dei contenuti, quindi delle case con annessi servizi”. 

Peraltro, la redditività delle residenze per la terza età produce il maggior guadagno del comparto con quote vicine al 7 per cento. Questi sono alcuni dei dati che sono stati riportati nel corso della giornata. Dati che hanno permesso di dipingere uno spaccato della situazione attuale. 

Il comparto oggi è pronto per ripartire. Alcuni dei rappresentanti della filiera lo hanno già compreso e hanno elaborato la loro ricetta, che può essere, tuttavia, fatta propria anche da altri e riproposta in chiave personale, applicata ad ambiti diversi. Giuseppe Mosconi, ora responsabile didattico del percorso formativo Costruire in Qualità, dopo anni passati a svolgere la professione di geometra in modo quasi automatico e poco consapevole, ha scelto di tornare sui banchi di scuola e seguire i Corsi di CasaClima. Mosconi ha scelto di investire sulla sua formazione, per poi avviare un’impresa di costruzioni e promuovere la crescita delle competenze. Il Fidec è anche questo: tornare alle radici per donare loro nuovo vigore e poter dar vita a una pianta più grande e più forte. 

Ma il Fidec è anche fallire per, poi, trovare la forza di rialzarsi, traendo linfa da nuovi progetti. È quello che ha fatto Luigi Galimberti. Dopo vent’anni dedicati all’edilizia, l’azienda da lui fondata crolla sotto la crisi economica nel 2009. Dopo un periodo durissimo, Galimberti trova l’ispirazione per pensare e realizzare l’azienda agricola Sfera di cui diventa Ceo e per cui assume 196 persone. Forte della consapevolezza che in Italia non esistono serre tecnologiche di grandi dimensioni in grado di produrre di più con meno, investe in 13 ettari coperti di cui dodici dedicati alla coltivazione di verdure ed erbe aromatiche. Un pomodoro e un cavolo siglano la sua rinascita e il successo. 

Anche Franco Guidi ha scelto di dar vita a una nuova società, così da dare valore alla sua propria idea di business grazie all’energia, che ha raccontato al Fidec, trovata nella condivisione del progetto. Già controller e amministratore delegato, Guidi ha fondato, nel 2007, Lombardini22, un’impresa che riunisce professionalità eterogenee per coltivare una pluralità disciplinare da proporre al mercato come offerta integrata. Una rete di esperti strutturati che costituisce un’azienda, non un semplice studio di architettura, che si colloca al terzo posto nella classifica de Il Sole 24 Ore tra le società italiane in base al fatturato.

Il Forum Italiano delle costruzioni è stato tutto questo e molto altro. E lo sarà ancora, perché, come ha dichiarato Juri Franzosi «Il prossimo obiettivo del FIDEC è attivare una rete permanente di dialogo sui territori e sulle aree metropolitane per fare in modo che tutte le esperienze di trasformazione che riguardano il settore delle costruzioni emergano e vengano messe a sistema».
 
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