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NORMATIVA

Centrale per la progettazione, in arrivo concorsi pubblici per 250 posti

di Paola Mammarella

Per il nuovo centro di competenza sono previste 300 unità, ma 50 verranno trasferiti da altre Amministrazioni

Vedi Aggiornamento del 14/11/2018
07/11/2018 – La Centrale per la progettazione contribuirà ad incrementare lo sviluppo e gli investimenti e ad incidere sul rapporto debito/Pil del Paese. È quanto scrive il Governo nella relazione illustrativa del disegno di Legge di Bilancio per il 2019.
 
Il Governo considera la Centrale uno dei principali interventi della manovra, tanto da averle dato ampio risalto nell’interlocuzione con Bruxelles.
 

Centrale per la progettazione, nuovo centro di competenze tecniche

La nuova centrale per la progettazione, che sarà istituita a partire dal 2019 con un costo di 100 milioni di euro all’anno, funzionerà come centro di competenze specifico per la progettazione tecnico-economica.
 
L’obiettivo del Governo è creare un organo tecnico interno e indipendente, dotato di specifiche competenze e di elevata capacità professionale nel settore della progettazione delle opere pubbliche.
 
Come si legge nella relazione illustrativa, il suo ruolo sarà sollecitare gli investimenti pubblici, garantendo allo stesso tempo efficienza ed efficacia della programmazione grazie alle capacità professionali interne alla PA che si andranno a creare.  
 
Nella Centrale per la progettazione lavoreranno 300 persone, di cui il 70% dovrà avere una qualifica tecnica. Saranno quindi banditi dei concorsi, anche in tempi diversi, ma per far partire subito le attività si attingeranno 50 unità dal personale di ruolo presso altre Amministrazioni.
 

Centrale per la progettazione, assistenza alle PA

La Centrale per la progettazione offrirà servizi di assistenza tecnica e di assicurerà standard di qualità per la preparazione e la valutazione dei progetti da parte delle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche.
 
Gli enti pubblici interessati potranno rivolgersi alla Centrale per delegarle interamente o solo in parte le attività connesse alla progettazione delle opere pubbliche. Si tratta delle attività connesse ai tre livelli di progettazione (progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo) previsti dall’articolo 23 del Codice Appalti.
 
Gli enti potranno anche chiedere un ausilio relativo a determinati aspetti specifici, come direzione dei lavori e incarichi di supporto tecnico amministrativo.
 
La Centrale svolgerà anche una valutazione sulla fattibilità e sostenibilità economico-finanziaria dell’opera (quindi sulla sua bancabilità) sostenendo le amministrazioni nelle scelte economiche e non solo tecniche del progetto.

Grazie alle sue competenze, si legge nella relazione, la Centrale potrà predisporre modelli di progettazione standard per opere simili o con elevato di grado di uniformità e ripetitività. Questo secondo il Governo permetterà di fornire un progetto utile per l’amministrazione pubblica in tempi rapidissimi o molto contenuti.
 

Centrale per la progettazione, le coperture

La Centrale, assicura la relazione, svolgerà le attività di progettazione in piena autonomia e con indipendenza di giudizio nelle valutazioni tecniche, anche attivando collaborazioni con altri organi dello Stato.
 
Rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi, nel testo presentato alla Camera la Centrale diventa infatti un organo indipendente, non più inglobato o comunque strettamente correlato all’Agenzia del Demanio.
 
All’Agenzia del Demanio saranno però dati i 100 milioni di euro annui che serviranno a finanziare l’attività della Centrale. Lo mette nero su bianco l’articolo 15, comma 5 del disegno di Legge di Bilancio. Sembra quindi che la correlazione tra Agenzia e Centrale non sia del tutto scomparsa.
 

Fondazione Inarcassa: ‘no alla Centrale per la progettazione’

La Fondazione Architetti e Ingegneri liberi professionisti iscritti Inarcassa ha espresso forte disappunto sulla proposta di istituire la Centrale per la progettazione. Il Presidente Egidio Comodo ha sottolineato tutte le proprie perplessità nei confronti di questo nuovo soggetto statale, che rischia inevitabilmente non solo di restringere competenze e ruolo dei tecnici liberi professionisti, ma anche di rallentare la macchina di esecuzione dei lavori pubblici.

“Siamo sorpresi e sconcertati nel leggere della costituzione di un nuovo organismo statale, che soffoca di fatto il lavoro dei nostri tecnici -  ha affermato il Presidente Comodo - In un periodo in cui i liberi professionisti stanno coraggiosamente lottando per affrontare e superare la crisi del settore dei lavori pubblici accentrare tutti i compiti inerenti alla progettazione di un’opera pubblica in un soggetto creato dal nulla è una vera e propria retromarcia”.

“Quello che ci auspichiamo invece - spiega il Presidente - è che la centrale per la progettazione delle opere pubbliche possa svolgere un ruolo di supervisione, controllo e coordinamento tra le stazioni appaltanti: un organismo centrale infatti, rischia seriamente di impoverire la funzione degli enti locali nella fase progettuale delle opere e favorire la fuga dei professionisti, soprattutto dalle piccole province”.

“Una netta distinzione tra controllori e controllati è fondamentale - aggiunge - soprattutto alla luce dei falliti tentativi del passato volti a introdurre strutture centrali del tutto inefficaci. Riproporre un modello del genere, oltre a non avere eguali in Europa, appare anacronistico e irrispettoso per la funzione e il ruolo sociale che il lavoro dei liberi professionisti riveste”.
 
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