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NORMATIVA

Fatturazione elettronica, no del Governo alle richieste di proroga

di Paola Mammarella

Premier Conte: ci sono già gli strumenti per partire il 1° gennaio 2019. Lollobrigida (Fdi): rischio di piegare le ginocchia agli ultimi residui della nostra economia

09/11/2018 – L’obbligo di fatturazione elettronica partirà, come previsto, il 1° gennaio 2019. Durante il question time alla Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha rispedito al mittente le richieste di proroga e avvio scaglionato della nuova procedura.
 

Fatturazione elettronica, chiesto un avvio a scaglioni

Francesco Lollobrigida (Fratelli d’Italia) ha proposto due alternative. La prima è un avvio scaglionato “per tutti coloro che hanno meno di duecentocinquanta impiegati, che sono quotati in borsa, che evidentemente sono in grado di organizzarsi” con lo slittamento dell’obbligo al 2020 per tutti i soggetti con più di cinquanta dipendenti, al 2021 per tutti i soggetti con più di dieci dipendenti e solo nel 2022 per tutti i soggetti non esonerati.
 
In alternativa è stata proposta l’applicazione della fatturazione elettronica “solamente per fatturazioni d'importo superiore ai 10mila euro”.
 

Fatturazione elettronica, Conte assicura che è tutto pronto

Richieste bocciate dal Presidente Conte, “Va sottolineato – ha risposto Conte - che l'Agenzia delle entrate ha da tempo intrapreso un approfondito confronto con tutti i soggetti interessati, con l'obiettivo di definire regole tecniche e modalità operative che possano consentire agli operatori economici di adempiere nel modo più semplice e meno oneroso all'obbligo della fatturazione elettronica. Le conclusioni di questi incontri sono state utilmente considerate ai fini dell'emanazione dei provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018”.
 
“In particolare – ha continuato Conte - già dal 1° luglio 2018 è stato reso disponibile agli operatori IVA un dispositivo app, una procedura web e un'applicazione per pc per generare e inviare la fattura elettronica in modo semplice. Inoltre sono stati rilasciati dei servizi di ausilio gratuiti alla gestione della fattura elettronica a favore dei contribuenti e di loro eventuali intermediari fiscali”.
 
“Al fine di dare adeguata informazione sulle novità introdotte – ha ricordato Conte - è stata pubblicata, sul sito Internet dell'Agenzia delle entrate un'area tematica dove poter consultare una guida operativa, dei video tutorial e tutta la documentazione normativa e amministrativa emanata in materia. Sono state, pertanto, considerate tutte le iniziative utili al fine di avviare il sistema di fatturazione elettronica per tutti gli operatori IVA dal 1° gennaio dell'anno prossimo.
 

Fatturazione elettronica, minimi e forfetari esclusi dall’obbligo

Conte ha ribadito che la normativa attuale esenta dall'obbligo di fatturazione elettronica i contribuenti che aderiscono al regime forfettario dei minimi e le imprese agricole di piccole dimensioni. Ha anche ricordato che dal prossimo anno, con l’entrata in vigore della legge di Bilancio per il 2019, il tetto per restare nel regime forfetario salirà a 65mila euro, il che di fatto amplierà la platea dei soggetti non assoggettati all’obbligo di fatturazione elettronica.
 
Ma non solo, perché, ha concluso Conte, il decreto fiscale ha introdotto importanti semplificazioni di sistema che consentono, ad esempio, di emettere dal 1° luglio 2019 le fatture entro dieci giorni dalla data di effettuazione dell'operazione anziché entro le 24 ore dello stesso giorno.
 

Fattura elettronica, Lollobrigida: 'gli evasori continueranno a non fatturare'

La risposta del Presidente Conte non è piaciuta all’on. Lollobrigida, che ha replicato “Lei disegna un mondo spettacolare pieno di buoni propositi, pieno di cose che funzionano ma rispetto alle tante applicazioni, ai siti Internet e ai portali che state creando le voglio ricordare che i nostri commercianti e artigiani devono anche lavorare durante il giorno piuttosto che seguire le mille indicazioni che lei ha testé dato. Gli evasori continueranno a non fatturare in questa nazione. Non è questa la soluzione ma è un ulteriore aggravio, un ulteriore gravame che sarà sulla testa dei contribuenti italiani, di quelli che lavorano e che creano lavoro. Vivete in un mondo diverso da quello delle realtà, fatto di post e comunicati ma che vede poche assunzioni di responsabilità”.
 
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