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NORMATIVA

Soluzioni migliorative o varianti al progetto? Come riconoscerle per evitare errori

di Paola Mammarella

Il Consiglio di Stato spiega quando è necessaria l’autorizzazione della Stazione Appaltante per proporre alternative al progetto a base di gara

27/11/2018 – In una gara d’appalto si possono proporre modifiche al progetto posto a base di gara? Sì, ma entro determinati limiti. È questa, in estrema sintesi, la risposta che il Consiglio di Stato, con la sentenza 6423/2018, ha dato per la risoluzione di una controversia.
 

Migliorie o varianti, il caso

Tutto è iniziato con una gara d’appalto per l’ampliamento della rete fognaria comunale. L’impresa seconda classificata ha presentato ricorso sostenendo che la vincitrice aveva commesso “plurime violazioni delle prescrizioni del disciplinare di gara”, con particolare riferimento al vincolo paesaggistico presente nella zona in cui si dovevano svolgere i lavori.
 
Secondo la ricorrente, le proposte migliorative interferivano con i sedimi di proprietà privata, erano troppo generiche e denotavano una mancata conoscenza dello stato dei luoghi, con conseguente violazione del progetto posto a base di gara e delle regole indicate nel bando.
 
Il Tar inizialmente ha dato ragione all’impresa ricorrente, ma successivamente il Consiglio di Stato ha ribaltato la situazione.
 

Migliorie o varianti, come riconoscerle

Il CdS ha affermato che “non esiste alcuna disposizione di legge per cui la presentazione di migliorie progettuali comporti la necessaria esclusione dalla gara dell’impresa offerente”.
 
I giudici hanno ricordato che, in base all’articolo 95, comma 14, del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016), le offerte migliorative risultano ammesse in via generale in tutte le gare aggiudicate col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, previa autorizzazione della stazione appaltante.
 
Anche in mancanza dell’autorizzazione alle varianti, ha aggiunto il CdS, “deve comunque ritenersi insita nella scelta del criterio selettivo dell’offerta economicamente più vantaggiosa la possibilità, per i partecipanti, di proporre quelle variazioni migliorative rese possibili dal possesso di peculiari conoscenze tecnologiche, purché non si alterino i caratteri essenziali delle prestazioni richieste dal bando in modo da non ledere la par condicio tra i concorrenti”.
 
Il CdS ha infine spiegato la differenza tra soluzioni migliorative e varianti. Le soluzioni migliorative possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara ed oggetto di valutazione dal punto di vista tecnico. È esclusa la possibilità di modificare le caratteristiche progettuali già stabilite dall’amministrazione. Le varianti consistono invece in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale. Sono possibili solo se previste dal bando di gara, che deve fissare i limiti entro i quali la variante è considerata ammissibile.
 
Dato che, dopo gli accertamenti condotti, è emerso che l’impresa vincitrice aveva proposto soluzioni migliorative, e non varianti, il CdS ha confermato l’aggiudicazione a suo favore.
 
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