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PROFESSIONE

Equo compenso, gli ingegneri umbri chiedono una legge

Le proposte della Federazione degli Ordini degli Ingegneri alla Regione Umbria

23/11/2018 - Una legge regionale che garantisca il diritto all’equo compenso e percorsi di azione condivisi in merito alle modalità di affidamento dei servizi di ingegneria e architettura per importi inferiori ai 40mila euro, al fine di tutelare la dignità professionale e l’efficacia dell’azione amministrativa.
 
Sono le proposte avanzate alla Regione Umbria dalla Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Regione Umbria in occasione di un incontro svoltosi martedì scorso nella sede della stessa Regione, in cui i rappresentanti di circa 4000 professionisti umbri hanno formalizzato precise richieste in merito a questioni che riguardano la categoria professionale.
 
Presenti il presidente della Federazione Marco Balducci, i presidenti degli Ordini degli Ingegneri di Perugia e Terni, Stefano Mancini e Simone Monotti e per la Regione Umbria Antonio Bartolini, assessore alle riforme della pubblica amministrazione e istituzionali e Giuseppe Chianella, assessore ai lavori pubblici e interventi diretti, opere pubbliche.
 
Nel dettaglio, in merito all’equo compenso nel campo delle opere pubbliche, la Federazione ha chiesto alla Regione di tenere conto dei criteri previsti nel DM 17 giugno 2016, in sede di gara e nella fase di individuazione dei compensi, evitando che nella valutazione dell’offerta vengano considerati altri elementi idonei ad alterare l’equilibrio tra le prestazioni professionali da effettuare e il compenso stabilito, quali per esempio servizi aggiuntivi a titolo gratuito.
 
Analoga richiesta, con la finalità di tutelare il lavoro dei professionisti e di attenuare l’evasione fiscale, è stata formulata per rendere obbligatorie, sia al momento della presentazione che del rilascio di qualsiasi istanza edilizia, apposite certificazioni che attestino l’affidamento dell’incarico e l’avvenuto pagamento al professionista.
 
Per i servizi di ingegneria e architettura con importi inferiori ai 40mila euro, gli ingegneri umbri confidano nell’affidamento diretto da parte delle Stazioni appaltanti in modo da garantire, nel rispetto dei principi generali stabiliti dal codice, la celerità e lo svolgimento del servizio.
 
“Il diritto all’equo compenso e la tutela della dignità professionale sono temi che ci stanno a cuore da sempre e che stiamo con impegno approfondendo e promuovendo a tutti i livelli, dal locale al nazionale anche in sinergia con in Consiglio Nazionale degli Ingegneri - affermano i presidenti Balducci, Mancini e Monotti -. In linea con questo approccio abbiamo voluto agire in questo caso sia come Federazione Regionale che accomuna i singoli Ordini Provinciali che come Ordini degli Ingegneri delle Provincie di Perugia e Terni”.
 
“Ringraziamo la Regione Umbria, che nelle persone degli assessori Bartolini e Chianella e dello staff dirigenziale, ha mostrato ampia disponibilità all’ascolto delle nostre proposte. Su diversi punti e principi generali è emersa buona sintonia di vedute, mentre su altri punti di dettaglio operativo sono invece emersi nodi tematici da approfondire e sottoporre a verifiche di fattibilità anche operativa. Anche su questi ultimi, è stata garantita piena disponibilità a nuovi incontri chiarificatori. Continueremo senza dubbio in questa mission coinvolgendo anche i nostri iscritti per sensibilizzarli ed informali”.
 
Fonte: Ufficio stampa Ordine Ingegneri Perugia
 
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