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PROFESSIONE

Equo compenso, il Governo promette: ‘provvedimenti entro maggio 2019’

di Rossella Calabrese

Il Ministero della Giustizia rivedrà le norme su compensi, sussidiarietà, obbligo assicurativo, formazione continua, CTU

Vedi Aggiornamento del 03/12/2018
29/11/2018 - Saranno messi a punto entro maggio 2019 alcuni provvedimenti normativi finalizzati a migliorare le condizioni di lavoro dei professionisti.
 
Lo ha assicurato il Sottosegretario del Ministero della Giustizia, Jacopo Morrone, ai rappresentanti degli Ordini e Collegi professionali in un incontro che si è svolto martedì scorso nella sede di via Arenula, durante il quale è stato aperto un tavolo di confronto tra il Ministero e le professioni ordinistiche.
 
In particolare, il Sottosegretario Morrone ha espresso la volontà di rivedere provvedimenti finalizzati alla effettiva applicazione del principio dell’equo compenso e le norme che regolano le procedure elettorali degli Ordini e Collegi professionali.
 
La Rete delle Professioni Tecniche (RPT) e il Comitato Unitario delle Professioni (CUP), in maniera unitaria, hanno illustrato al Sottosegretario alcune problematiche meritevoli di un’azione da parte del Ministero.
 

Equo compenso e sussidiarietà

Il CUP ha sottolineato la necessità di dare attuazione al principio dell’equo compenso, che deve essere elevato a ‘diritto’ del professionista nei confronti di tutti i committenti, pubblici e privati, e al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del cosiddetto Jobs Act del lavoro autonomo (Legge 81/2017), individuando gli atti pubblici che possono essere rimessi ai professionisti ordinistici.
 

Obbligo assicurativo, formazione continua, compensi dei CTU

La RPT ha evidenziato la necessità di completare il processo di riforma degli ordinamenti professionali avviato nel 2011-2012, intervenendo sulla disciplina dell’obbligo assicurativo, sulle modalità di espletamento dell’obbligo della formazione continua, sulla semplificazione delle procedure di istituzione e gestione dei consigli di disciplina. Secondo la RPT, inoltre, è urgente aggiornare e adeguare i compensi dei periti e dei consulenti tecnici d’ufficio (CTU).
 

Nuovo tavolo di lavoro a gennaio 2019

Al termine dell’incontro, il Sottosegretario ha fissato un nuovo tavolo di lavoro a gennaio, con l’obiettivo di individuare, entro il mese di maggio, i provvedimenti specifici che possano essere posti all’attenzione del Governo e del Parlamento. Nel frattempo gli Ordini e Collegi professionali sono stati invitati ad inviare, in forma sintetica, le richieste e le proposte già elaborate sulle tematiche oggetto di interesse delle specifiche categorie.
 

Equo compenso, proposte nazionali e leggi regionali

Negli ultimi mesi, tutti gli organismi professionali (Ordini, associazioni, gruppi) hanno chiesto al legislatore di rendere effettivo il principio dell’equo compenso: i Geomobilitati hanno chiesto di quantificarlo; Fnailp ha proposto di abolire il Decreto Bersani, rafforzare l’equo compenso e obbligare i committenti a pagare i professionisti; la stessa RPT ha chiesto di introdurre nella Legge di Bilancio 2019 l’obbligo di subordinare il rilascio dei permessi edilizi al pagamento della parcella professionale secondo le norme sull’equo compenso.
 
A livello nazionale però, nulla si è ancora mosso, tant’è che proprio RPT e CUP hanno lamentato l’assenza dal disegno di Legge di Bilancio 2019 di una norma che puntasse a rafforzare l’equo compenso e ad ampliarne l’obbligo a tutti i committenti, nonostante le promesse fatte ai professionisti da diversi esponenti dell’Esecutivo.
 
Più veloci e fattive sono state invece le Regioni: le norme che vincolano il rilascio dei permessi di costruire al pagamento delle prestazioni professionali dei progettisti sono già legge in Calabria, in Sicilia e in Basilicata; l’iter è in corso in Campania, in Puglia (su input dei consiglieri e dei professionisti) e in Umbria.
 
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