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URBANISTICA

Marche, in arrivo procedure urbanistiche ed edilizie più veloci

di Rossella Calabrese

La Giunta inserirà i provvedimenti nella nuova Legge regionale sulla semplificazione

28/11/2018 - Nella nuova legge regionale marchigiana sulla semplificazione saranno introdotte procedure più snelle per facilitare l’adozione degli strumenti urbanistici, realizzare interventi edilizi, sostenere l’attività zootecnica nelle aree montane e svantaggiate, al fine di agevolare l’attività degli uffici tecnici comunali, con benefici per i cittadini.
 
Lo ha deciso la Giunta regionale delle Marche, accogliendo la proposta della vicepresidente Anna Casini.
 
Tra le novità più rilevanti previste ci sono: la possibilità di approvare in variante anche i piani particolareggiati e quelli di lottizzazione privati e l’opportunità, nelle zone interne, di costruire stalle e annessi agricoli pure nel caso di frammentazione degli appezzamenti aziendali.
 
“Si tratta - ha commentato Casini - di correttivi migliorativi che semplificheranno l’attività urbanistica ed edilizia, ridurranno i tempi di approvazione, favoriranno gli agricoltori delle zone svantaggiate. Interveniamo su un impianto legislativo che necessita di aggiustamenti per venire incontro alle esigenze dei Comuni e degli allevatori nell’ambito della pianificazione territoriale che incide sull’attività edilizia e zootecnica”.
 
Le norme interessate sono le leggi regionali 34/1992 (Legge Urbanistica), 8/2018 (adozione regolamento edilizio tipo nazionale) e 13/1990 (edilizia territorio agricolo).
 
La Legge Urbanistica del 1992 viene modificata per semplificare l’approvazione dei Piani particolareggiati, d’iniziativa pubblica, e di lottizzazione, d’iniziativa privata, che potrà avvenire in variante al Prg, prima non possibile, con un’evidente riduzione dei tempi amministrativi necessari.
 
Un’altra semplificazione riguarda la procedura regionale per ottenere il parere di conformità dei Piani territoriali provinciali di coordinamento. Oggi l’iter richiede 240 giorni che si prevede di dimezzare a 120 riconducendo la sua approvazione nell’ambito delle competenze delle Giunta regionale.
 
Inoltre, le opportunità previste dal recepimento del “regolamento edilizio tipo nazionale”, per non modificare le dimensioni già stabilite dai Prg vigenti, si applicano anche alle ristrutturazioni e non solo alle nuove costruzioni, senza penalizzazioni sulle potenzialità edificatorie dei lotti interessati dagli interventi di riqualificazione.
 
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