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AMBIENTE

Consumo di suolo, ISPRA: 'mangiati' 15 ettari al giorno

di Alessandra Marra

XIV Rapporto Ispra: nel 3,6% delle città alta pericolosità per frane e nel 17,4% alte probabilità di alluvioni

Vedi Aggiornamento del 17/01/2019
21/12/2018 – Nel 2017 in Italia il consumo di suolo è andato avanti a ritmi di 15 ettari al giorno. Ciò aumenta il rischio di frane e alluvioni: il 3,6% delle città, dove risiedono quasi 190 mila abitanti, rientra nelle classi a maggiore pericolosità per frane. I valori salgono al 17,4% se si parla di probabilità di alluvioni nello scenario medio.
 
Sono alcuni dei risultati del XIV Rapporto ISPRA-SNPA sulla Qualità dell’Ambiente Urbano, presentato lo scorso 19 dicembre al Senato, che analizza l’ambiente in 120 città e 14 aree metropolitane.
 

Consumo di suolo

La valutazione che fotografa la situazione al 2017, riporta un consumo di 15 ettari al giorno a livello nazionale con Roma che si conferma essere la città con i maggiori valori di superficie consumata in assoluto mentre Vercelli ha il maggior valore di superficie consumata rapportata al numero di abitanti.
 
In generale si osserva che il nuovo consumo di suolo è avvenuto, in termini assoluti, nei Comuni minori e nei Comuni di cintura (escludendo Roma, in cui il capoluogo realizza il cambiamento maggiore, oltre 35 ettari).
 
Per le Città metropolitane, spiccano Napoli e Milano per il valore percentuale più alto e Venezia per la nuova superficie di suolo consumato sia in termini assoluti che rapportata al numero di abitanti.
 
Le zone in cui, a causa dell’urbanizzazione crescente, sono avvenute negli ultimi decenni importanti modifiche alla rete idrografica, quali l’alterazione del grado di permeabilità dei terreni, la sottrazione di aree golenali, il restringimento delle sezioni idrauliche di deflusso, la canalizzazione forzata degli alvei naturali, hanno patito le conseguenze più gravi in seguito agli eventi alluvionali.
 

Rischio alluvioni e frane

Nei comuni capoluoghi di Provincia, il 3,6% del territorio è classificato a pericolosità da frana elevata e molto elevata a fronte di una media nazionale che raggiunge, nelle stesse classi di pericolosità, l’8,4%. Negli stessi territori la percentuale di aree a pericolosità media è pari al 17% del territorio dei 120 comuni.
 
Inoltre, la popolazione a rischio alluvioni nelle stesse aree (2.195.485 ab.) è pari al 12% della popolazione residente a fronte di un dato nazionale del 10,4%. Vi sono 14 Comuni con più di 50.000 abitanti a rischio alluvioni e 7 Città metropolitane con più di 100.000 abitanti a rischio.
 

Mitigazione del rischio idrogeologico: gli interventi

Il Rapporto evidenzia come dal 1999 al 2017 siano stati finanziati 462 interventi contro il dissesto in 120 comuni per un ammontare complessivo che supera il miliardo e mezzo di euro.
 
I comuni con il maggior numero di interventi conclusi sono Lucca (21 per oltre 25mln di euro), Terni (9 per 5,7 mln di euro), Messina e Ravenna (8 con rispettivamente 12 e oltre 7 milioni). Per quanto riguarda gli importi complessivi dei finanziamenti ai comuni, per Genova sono stati stanziati di 354 mln (di cui solo 2,66 mln su progetti già conclusi), Milano 171 mln (compresi 25,40 mln di progetti conclusi) e a Firenze 118 mln €, di cui solo 830 mila euro sono relativi a progetti conclusi). Nelle 14 città metropolitane sono invece 917 gli interventi per un importo totale pari a 1 miliardo e 845 mln di euro.
 
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