Carrello 0
FOCUS

Edilizia scolastica, come riqualificare gli edifici con soluzioni sostenibili

Cortexa-CRESME: la coibentazione a cappotto delle pareti perimetrali riduce i consumi di oltre il 48%

Vedi Aggiornamento del 18/01/2019
13/12/2018 –  Da tempo gli edifici scolastici sono oggetto di una speciale attenzione; in particolare la riqualificazione energetica degli edifici scolastici porta ad un risparmio sulle spese energetiche e assicura un maggior comfort all’interno delle strutture dove ogni giorno si riuniscono migliaia di bambini e ragazzi.  
 
Sono, infatti, 7,9 milioni gli scolari che frequentano gli oltre 48mila edifici scolastici pubblici e che si aspettano di studiare in condizioni di sicurezza e comfort maggiore che a casa.
 
Per contribuire alla sensibilizzazione e diffusione di una coscienza pubblica forte su queste tematiche, Cortexa ha commissionato all’Istituto di ricerca CRESME una serie di ricerche, di cui la prima è dedicata all’edilizia scolastica.
 

Edilizia scolastica: la situazione italiana

L’analisi ha permesso di mappare sia a livello quantitativo che qualitativo il patrimonio scolastico edificato sul territorio nazionale, che conta circa 52mila edifici, di cui la grande maggioranza di proprietà e gestione pubblica. Tale patrimonio si trova per lo più in condizioni manutentive non ottimali, in cui i livelli di inefficienza energetica e funzionale sono preoccupanti e rilevanti.
 
La ricerca evidenzia come circa 33mila edifici, ovvero il 63% del totale, sono stati realizzati nel trentennio successivo alla seconda guerra mondiale, ovvero edificati dagli anni ’50 a tutti gli anni ’70, quando l’attenzione al contenimento degli sprechi energetici e dell’inquinamento non era affatto un valore prioritario.
 
Dal punto di vista del fabbisogno energetico, l’edilizia scolastica si rivela nel complesso altamente energivora, con un consumo energetico annuo totale di 9,6 TWh (fra il consumo termico e quello elettrico) che va ad incidere come voce di spesa per 1.300 milioni di euro.
 
Dalla ricerca, mediante una accurata proiezione realizzata sui dati raccolti, si evince che qualora si intervenisse sul 20% del patrimonio più energivoro (2,6 TWh) applicando un mix di interventi di riqualificazione differenziato per zona climatica, fra cui la coibentazione a cappotto delle pareti perimetrali, sarebbe possibile ridurne i consumi di oltre il 48%.
 
Il risparmio complessivo ottenibile intervenendo solo su quel 20%, supererebbe il 13,1% sul totale dei consumi dell’intero patrimonio scolastico, che tradotto in cifre corrisponde ad un risparmio economico di 169 milioni di euro all’anno sulle spese energetiche a fronte di un investimento di 3,6 miliardi di euro. Al tempo stesso sarebbero ridotte le emissioni di gas serra di -312 mila tonnellate, paragonabili alle emissioni di 100mila automobili che percorrono in un anno 25mila km. (Fonte: Indagine, elaborazioni e stime CRESME)
 
La situazione non migliora sotto il profilo antisismico: secondo il MIUR, infatti, solo l’8% degli edifici sono stati progettati secondo la normativa antisismica e solo il 3% ha un certificato di conformità. Eppure, il 42% degli edifici è realizzato in zone a rischio sismico elevato e medio-alto, il 40% degli edifici non ha un certificato di collaudo statico e la metà di essi non ha un certificato di agibilità/abitabilità.
 

Le iniziative volte ad incentivare la riqualificazione delle scuole

Per migliorare la situazione del patrimonio scolastico esistente, negli ultimi anni è stata posta molta attenzione alla messa in sicurezza e alla riqualificazione energetica delle scuole. Dal 2014 ad oggi sono stati attivati importanti canali di finanziamento come i mutui BEI, l’iniziativa #scuole sicure, i concorsi per le #scuole innovative.
 
Fra le risorse già disponibili e quelle in programmazione si arriva a superare i 9 miliardi di euro, con 7.600 cantieri aperti, attestando il settore dell’edilizia scolastica come unico comparto in cui l’attenzione pubblica si può definire “espansiva”. 
 
In questo contesto dinamico e valorizzante per l’edilizia scolastica, diventa fondamentale intervenire con soluzioni ed interventi di qualità, progettate e posate a regola d’arte per non disperdere o inficiare gli investimenti. Bisogna, quindi, puntare su soluzioni in grado di massimizzarne i vantaggi in termini di risultati di efficientamento e risparmio energetico, abbattimento dei consumi e delle emissioni di gas serra, all’interno di un piano strutturato ed integrato, in grado di coniugare sicurezza ed efficienza.
 

La riqualificazione delle scuole passa per il cappotto termico  

Tra gli interventi di efficientamento energetico, la realizzazione di un cappotto termico (progettato e realizzato ad opera d’arte da parte di professionisti qualificati) è uno degli interventi più funzionali per ridurre i consumi energetici e aumentare il comfort abitativo.
 
Il ‘sistema di isolamento a cappotto’ è realizzato fissando uno strato di pannelli isolanti alla parete, con appositi collanti e/o meccanicamente, con tasselli e profili. Il cappotto termico viene poi completato con un intonaco di finitura e, eventualmente, con l’applicazione di rivestimenti speciali. L’intonaco utilizzato nel cappotto termico esterno è costituito da uno o più strati applicati in opera, di cui il primo, applicato direttamente sui pannelli isolanti senza intercapedine ventilata o strato divisorio, contiene una rete di armatura di rinforzo.
 
L’isolamento a cappotto viene identificato a livello europeo con il termine ETICS, ovvero “External Thermal Insulation Composite System”. Il cappotto termico esterno è, infatti, un sistema composto da diversi elementi forniti in kit, che devono essere concepiti e certificati dal produttore come Sistemi.
 

Coibentazione a cappotto: i consigli da Cortexa

Cortexa, il consorzio italiano per la promozione e la cultura del Sistema di isolamento a cappotto, sostiene l’utilizzo di misure di controllo della qualità del cappotto termico esterno ed è da sempre sensibile al tema della riqualificazione energetica degli edifici scolastici e propone soluzioni sostenibili e convenienti.
 
Cortexa indentifica alcuni punti chiave per la realizzazione di un cappotto termico di qualità:
-  I materiali dovranno essere in possesso delle certificazioni che ne garantiscano la qualità in riferimento alle normative vigenti al momento della loro produzione;
- I pannelli termoisolanti devono presentare idoneo formato per consentire la corretta distribuzione interna delle tensioni termiche e spessore conforme alle esigenze termoigrometriche;
- I pannelli isolanti devono rispondere alle prescrizioni delle rispettive norme EN di riferimento per gli specifici materiali e con caratteristiche tecniche specifiche per applicazione a cappotto;
- I pannelli devono essere correttamente applicati: applicati con il lato lungo in orizzontale, partendo dal basso verso l’alto, con le fughe verticali sfalsate, a metà o almeno a ¼ del pannello, così come devono essere sfalsate anche negli angoli;
- I pannelli devono essere correttamente incollati: il collante si dispone a forma di cordolo al perimetro e di 2 o 3 punti centrali in modo da ricoprire i pannelli in misura superiore al 40% della loro superficie. L’incollaggio a tutta superficie è ammesso nel caso di applicazione su supporti sufficientemente planari;
- I tasselli ad espansione devono essere idonei al supporto e conformi alle linee guida ETAG 014 e al sistema certificato secondo ETAG 004;
- Paraspigoli, profili di rinforzo e di collegamento devono far parte del kit del sistema, e vanno applicati dopo la stesura della massa collante e con successivo annegamento degli stessi.
- L’intonaco sottile armato con rete deve sempre prevedere la stesura della massa rasante in quantità sufficiente a creare uno spessore di almeno 3 mm e a strato fresco l’interposizione di una rete di fibra di vetro con appretto antialcalino e antidemagliante facente parte del sistema. Uno strato di regolarizzazione a completa copertura della rete è sempre consigliabile e lo spessore totale dell’intonaco armato deve essere di minimo 3,0 mm.
- Il rivestimento di finitura deve essere di tipo strutturato, con spessore minimo di 1,5 mm.
 
Se vengono meno la qualità della progettazione, la qualità e la certificazione dei materiali e la qualità dell’esecuzione, il sistema a cappotto perderà di efficacia e tutti i difetti con il tempo si ravviseranno. Se invece il cappotto termico viene realizzato a regola d’arte, saranno evidenti i risultati positivi in termini di durabilità, efficacia, comfort termico e risparmio energetico e in bolletta.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
La domotica, quali risvolti sociali ed economici per le famiglie? Leggi i risultati