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LAVORI PUBBLICI

Progettazione, 90 milioni di euro agli enti locali

di Paola Mammarella

Le risorse finanzieranno i progetti di messa in sicurezza degli edifici pubblici. Priorità alle scuole

Vedi Aggiornamento del 06/02/2019
13/12/2018 – Stanno per essere erogati agli Enti locali 90 milioni di euro del Fondo per la progettazione degli Enti locali. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha firmato il decreto che ripartisce le risorse e che diventerà operativo dopo il via libera in Conferenza delle Regioni.

Le risorse supporteranno gli enti locali che, facendo affidamento solo sul personale interno, avrebbero difficoltà a progettare le opere. Una volta ottenuti i fondi, saranno probabilmente indetti concorsi di progettazione o gare per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura.
 

Fondo progettazione, 90 milioni per la sicurezza

Sul totale delle risorse, circa 15 milioni di euro andranno a 14 Città metropolitane, 37,3 milioni a 86 Province e la parte restante ai Comuni che presenteranno domanda.
 
Le risorse saranno trasferite dando priorità ai progetti definitivi degli enti locali di opere destinate alla messa in sicurezza di edifici pubblici e strutture scolastiche.
 
Sono ammessi anche i progetti di demolizione e ricostruzione mantenendo la stessa destinazione d’uso, i progetti finalizzati all’adeguamento degli edifici alla normativa sismica e quelli per la messa in sicurezza edile ed impiantistica.
 

Fondo progettazione da 90 milioni di euro

Le risorse del Fondo derivano dalla legge di Bilancio per il 2018 (L.205/2017), che ha istituito il “Fondo per la progettazione degli Enti locali” destinato a cofinanziare la redazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica e dei progetti definitivi degli Enti locali per la messa in sicurezza delle strutture pubbliche.
 
Per il funzionamento del Fondo sono stati previsti 30 milioni di euro all’anno dal 2018 al 2030, ma per la fase di prima applicazione sono stati resi disponibili i primi 90 milioni di euro, che copriranno la progettazione degli interventi dal 2018 al 2020.
 
La ripartizione delle risorse era stata messa a punto lo scorso marzo, ma senza l’intesa con le Regioni. Motivo che ha scatenato il ricorso della Regione Veneto e la decisione della Corte Costituzionale di procedere nuovamente all’approvazione del decreto, questa volta previo parere positivo della Conferenza delle Regioni.
 
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