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NORMATIVA

Pavimentazioni industriali, le regole per progettarle

di Paola Mammarella

La Regione Toscana spiega in quali casi, ai sensi delle NTC2018, sono considerate strutture e vanno progettate da tecnici abilitati

13/12/2018 – Le pavimentazioni industriali sono classificabili come strutture? Se sì, chi deve progettarle? Lo ha chiesto Conpaviper, Associazione Italiana Sottofondi, Massetti e Pavimentazioni e Rivestimenti Continui, alla Sezione sismica della Regione Toscana, che ha fornito una serie di spiegazioni alla luce delle Norme Tecniche per le Costruzioni – NTC 2018.
 

Pavimentazioni industriali, sono strutture?

Secondo Conpaviper, la realizzazione di strutture in calcestruzzo armato normale (cemento armato), calcestruzzo armato precompresso (cemento armato precompresso), calcestruzzo a bassa percentuale di armatura o non armato è regolata dalla NTC 2018. Le pavimentazioni industriali in calcestruzzo rientrano quindi in queste voci considerato anche che la proposta della circolare esplicativa delle NTC2018 introduce per la prima volta un riferimento esplicito alle pavimentazioni.
 
Conpaviper ha sottolineato che le istruzioni del CNR per la progettazione, l’esecuzione ed il controllo delle pavimentazioni di calcestruzzo stabiliscono che, in presenza di opere rilevanti, il progettista verifichi e dimensioni la pavimentazione agli stati limite di esercizio e agli stati limite ultimi.
 
L’associazione ha quindi chiesto se la progettazione delle pavimentazioni in calcestruzzo debba essere realizzata da un progettista abilitato, se il progetto debba essere depositato presso il Genio Civile, se la realizzazione della pavimentazione debba essere controllata da una direzioni lavori e se sia necessaria la denuncia allo sportello unico.
 

Pavimentazioni industriali, la Toscana spiega come si progettano

La Sezione sismica della Regione Toscana ha risposto che ci sono due possibilità.
 
Se la pavimentazione (ipotizzata come una soletta almeno debolmente armata) ha una specifica funzione strutturale, autonoma oppure in combinazione con altri elementi (ad esempio travi) ed è essenziale per assicurare, localmente o globalmente, la sicurezza statica della costruzione, è necessario che la progettazione sia curata da un professionista abilitato, che il progetto sia depositato presso gli organi di controllo (ex genio Civile) e che sulla realizzazione vigili un Direttore dei lavori abilitato.
 
Se, invece, la pavimentazione costituisce solo un elemento di “finitura” della costruzione e può essere considerata come elemento “portato” alla stregua dei carichi permanenti non strutturali, non è obbligatorio il deposito del progetto. Devono comunque essere verificate le strutture su cui queste pavimentazioni poggiano.
 

Pavimentazioni industriali, casi pratici

Nel caso di pavimentazioni industriali su cui poggiano scaffalature e, quindi, carichi pesanti, bisogna chiedersi se il pavimento industriale è solo un ripartitore di carico prima di incontrare le strutture oppure se collabora, insieme alle strutture, a garantire la capacità portante. A seconda della risposta, si scelgono le modalità di progettazione e realizzazione.
 
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