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URBANISTICA

Puglia, più vicino l’ok alla legge per la perequazione e la compensazione urbanistica

di Rossella Calabrese

Approvata in Commissione la proposta di legge finalizzata al contenimento del consumo di suolo e alla rigenerazione urbana

Vedi Aggiornamento del 05/12/2018
03/12/2018 - È stata approvata in Commissione Urbanistica la proposta di legge finalizzata al contenimento del consumo di suolo, e ad una pianificazione urbanistica più razionale e rispettosa del territorio e delle sue vocazioni. Lo annuncia, in una nota, il consigliere Enzo Colonna (presidente del Gruppo Noi a sinistra per la Puglia), promotore dell’iniziativa legislativa.
 
La proposta di legge - spiega il consigliere - punta a introdurre nell’ordinamento regionale strumenti e metodologie innovative già in uso in altri contesti locali e finalizzate a coniugare, sempre più efficacemente, la tutela del territorio, la valorizzazione della bellezza dei luoghi e gli interventi antropici di riqualificazione e rigenerazione urbana.
 

Rigenerazione urbana e tutela della bellezza

“Solo un approccio integrato di tutti questi elementi - afferma Colonna - può consentire di rendere effettivi gli obiettivi di una buona urbanistica per la Puglia e di un miglioramento della qualità della vita degli abitanti”.
 
“Obiettivi perfettamente in linea - prosegue la nota - con il buon lavoro che da diversi mesi ha avviato l’Assessore alla Pianificazione Territoriale Alfonso Pisicchio, con cui ho avuto diversi momenti di confronto, e che - come ha ribadito anche oggi l’arch. Vincenzo Lasorella, dirigente del servizio regionale ‘Strumentazione urbanistica’ - si tradurrà a breve in un disegno di legge di riordino della materia urbanistica con al centro la valorizzazione e la tutela della bellezza del territorio, del paesaggio e dell’ambiente pugliese, la cosiddetta ‘Legge sulla Bellezza’”.
 

Perequazione e compensazione urbanistica, i contenuti del testo

La legge parte dal convincimento che la sostenibilità ambientale, urbana e sociale e il rilancio del settore dell’edilizia possono benissimo convergere nell’ambito di una pianificazione urbanistica in grado di cogliere fino in fondo, attraverso strumenti normativi dedicati, le grandi potenzialità di sviluppo del riuso e della rigenerazione, allo scopo di migliorare la qualità complessiva degli insediamenti abitativi, in coerenza con precedenti interventi normativi della Regione Puglia, come la legge sulla rigenerazione urbana (LR 21/2008) e quella sulla qualità delle opere di architettura e di trasformazione del territorio (LR 14/2008).
 
A tale scopo sono indirizzati principalmente i due istituti della perequazione e della compensazione urbanistica, previsti dalla proposta di legge:
 
1. con la prima si introduce uno strumento finalizzato a consentire, in sede di pianificazione, l’equa distribuzione, fra le proprietà immobiliari comprese all’interno di un medesimo ambito di trasformazione, dei diritti edificatori che le stesse esprimono e dei relativi oneri, in modo da evitare le sperequazioni che troppe volte si sono determinate in passato anche tra suoli adiacenti a seconda della loro diversa destinazione;
2. con la compensazione urbanistica, invece, si offre ai comuni, considerata anche le difficoltà dei bilanci locali, la possibilità di utilizzare meccanismi alternativi alle indennità di esproprio per l’acquisizione di aree destinate alle opere pubbliche o ai corrispettivi in denaro per la realizzazione delle stesse: gli espropri o le opere pubbliche potranno essere compensate con l’attribuzione di quantità edificatorie da utilizzare secondo le previsioni degli strumenti urbanistici comunali o con il riconoscimento di modifiche di destinazione d’uso di aree o immobili esistenti, nonché attraverso il trasferimento o la permuta di aree.
 
Inoltre, spiega ancora Colonna, “al fine di incentivare il miglioramento complessivo della qualità dei contesti urbani e di preservare situazioni di particolare valore storico, architettonico, identitario e culturale, la proposta di legge prevede che i comuni possano riconoscere misure premiali (quali l’attribuzione di quantità edificatorie, la modifica di destinazioni d’uso, il trasferimento o la permuta di aree, oppure la riduzione degli oneri di urbanizzazione) per favorire interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana o finalizzati a migliorare la qualità architettonica degli interventi edilizi e delle trasformazioni del territorio”.
 

Stop al consumo di suolo

Al fine di ridurre il consumo di suolo, la proposta di legge esclude espressamente che le quantità edificatorie generate da meccanismi compensativi o derivanti da misure premiali possano essere utilizzate in zone agricole. Al medesimo fine, sono disciplinate le modalità di determinazione del contributo straordinario di urbanizzazione, previsto dal Testo Unico dell’Edilizia (art. 16 del Dpr 380/2001) per tutti gli interventi edilizi eseguiti in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione.
 
Con la proposta, si prevede una diversa modulazione della misura di tale contributo a seconda della tipologia di intervento che si intende realizzare, della sua localizzazione (in contesti non urbanizzati o già edificati), nonché della incidenza complessiva sul carico urbanistico, prevedendo riduzioni in caso di iniziative realizzate nell’ambito di programmi di rigenerazione urbana o ad esito di concorsi di progettazione ed anche esenzioni per le ipotesi, ad esempio, di interventi di valorizzazione del patrimonio pubblico immobiliare o di abbattimento delle barriere architettoniche.
 
“Si tratta di una proposta di legge molto articolata - spiega Colonna -, che si è arricchita, nel corso dell’esame in commissione, dei contributi forniti dai colleghi, dalla struttura tecnica regionale, dai rappresentanti dei comuni pugliesi (ANCI), delle imprese del settore edile (ANCE), degli ordini professionali e di organizzazioni operanti nel campo della tutela ambientale, ascoltati in audizione”.
 
“Lo scopo di questa iniziativa legislativa è duplice: da un lato, quello di migliorare la qualità della pianificazione urbanistica a livello locale, indirizzando i comuni verso l’adozione di strumenti innovativi sempre più adeguati a rispondere alle nuove esigenze che il governo del territorio impone; dall’altro, sostenere il settore dell’edilizia in Puglia, indirizzando l’iniziativa economica privata verso interventi di rigenerazione e riqualificazione. Il tutto nella consapevolezza che la buona urbanistica passa inevitabilmente da un rapporto virtuoso tra la tutela del territorio e la capacità di realizzare interventi in grado di migliorare le condizioni di vivibilità delle nostre città” -  ha concluso il consigliere.
 
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