Carrello 0
LAVORI PUBBLICI

Programma triennale dei lavori pubblici, priorità a ricostruzione e incompiute

di Paola Mammarella

In Gazzetta lo schema tipo per la redazione e l’aggiornamento dei programmi. Si partirà dal triennio 2019 - 2021

Vedi Aggiornamento del 10/07/2018
13/03/2018 – Dal 2019 la programmazione triennale dei lavori pubblici dovrà dare la priorità alla ricostruzione post-calamità naturali e al completamento delle opere incompiute. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 14/2018 attuativo del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).
 

Programmazione triennale, tre livelli di priorità

La priorità dei lavori va valutata su tre livelli (massima, media e minima), come indicato nella tabella D3 dell’Allegato. Sono considerati prioritari i lavori di ricostruzione, riparazione e ripristino conseguenti a calamità naturali, di manutenzione, di recupero del patrimonio esistente, di completamento delle opere incompiute, i progetti definitivi o esecutivi già approvati, i lavori cofinanziati con fondi europei, nonché i lavori per i quali ricorra la possibilità di finanziamento con capitale privato maggioritario.
 
Tra questi, si legge nel decreto, la priorità massima è data ai lavori di ricostruzione, riparazione e ripristino conseguenti a calamità naturali, e, in subordine, ai lavori di completamento di opere pubbliche incompiute.
 

Programmazione triennale, valorizzata la programmazione

Per inserire un intervento nel programma triennale o nell’elenco annuale, le Amministrazioni devono approvare preventivamente il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intero lavoro se l’importo dell’intero lavoro è pari o superiore a un milione di euro.
 
Se l’importo complessivo è inferiore a un milione di euro, l’Amministrazione deve approvare il documento di fattibilità delle alternative progettuali dell’intero lavoro.
 
Tecnicamente, per completare il quadro e far entrare il meccanismo a regime c’è bisogno del decreto sui livelli di progettazione.
 

Programmazione triennale al via dal 2019

Perché la programmazione triennale diventi operativa, è inoltre necessario il censimento preventivo delle opere incompiute. Le Amministrazioni devono inoltre decidere, in base alla stima dei costi necessari, se optare per il completamento delle incompiute o sul loro utilizzo ridimensionato o, ancora, sulla loro demolizione.
 
Lo svolgimento delle operazioni non rende possibile far partire subito la programmazione triennale. Per i lavori, quindi, la nuova programmazione triennale riguarderà il triennio 2019-2021. Il decreto regola anche la programmazione degli acquisti di servizi e forniture, che dovrà riferirsi al biennio 2019-2020.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

)