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NORMATIVA

Detrazioni fiscali per sicurezza e efficienza energetica, Ance chiede di potenziarle

di Paola Mammarella

Proposti incentivi per l’acquisto di case antisismiche in zona 2 e 3 e stabilità per il processo di riqualificazione edilizia

Vedi Aggiornamento del 04/07/2018
17/05/2018 – Potenziare gli incentivi fiscali per la sicurezza e l’efficienza energetica della casa. È la richiesta che l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) ha presentato alle Commissioni Speciali per l’esame degli atti del Governo di Camera e Senato durante un'audizione sul Documento di Economia e Finanza - DEF 2018.
 
Ance ha chiesto una serie di misure per correggere gli errori che continuano ad aggravare la crisi economica e migliorare la qualità del patrimonio costruito e della vita.
 

Ance: le opportunità perse

L’associazione dei costruttori ha sottolineato che il settore edile è in crisi da dieci anni, durante i quali sono stati persi oltre 600mila posti di lavoro e hanno chiuso più di 100mila imprese. A fronte di una rinnovata crescita economica, le costruzioni secondo l’Ance sono il punto debole dell’economia italiana. In assenza del crollo osservato negli investimenti in costruzioni, l’economia italiana avrebbe potuto crescere, mediamente, di circa lo 0,5% in più ogni anno e ci sarebbe stata una crescita del PIL superiore al 2%.
 
La causa, secondo l’Ance, è l’inefficacia delle procedure di spesa. Le difficoltà, fanno notare i costruttori edili, appare sancita anche nel presente DEF che, come ogni anno, sposta al futuro quanto il precedente DEF aveva previsto. Per esempio, Il DEF 2017 prevedeva un aumento del 2,8% (pari a 1 miliardo) degli investimenti pubblici. L’aggiornamento di settembre ha ridotto la crescita allo 0,4% (150 milioni). Il dato a consuntivo mostra che la spesa degli investimenti fissi lordi della PA si è ridotta del 5,6%, pari a 2 miliardi in meno.
 
È quindi necessario far ripartire gli investimenti, ma “il rigore a senso unico del Codice degli Appalti ha spento il motore degli investimenti pubblici nell’economia”. L’Ance ha lamentato l’inattuazione del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e dei commissari di gara, la presenza di troppe deroghe, come nel caso dei Mondiali di sci di Cortina 2021, del G7 di Taormina e delle Universiadi 2019, l’incapacità di selezionare le imprese migliori (la pratica del sorteggio umilia le imprese), i controlli solo formali che non tutelano la legalità ma penalizzano le imprese serie, i contenziosi incerti, i tempi lunghi e norme contrarie alle regole europee, come i limiti al subappalto.
 

Ance: potenziare le detrazioni fiscali, le proposte anticrisi

Per risollevare la situazione, gli edili hanno chiesto alle Commissioni di prendere in considerazione una serie di misure per ridurre la burocrazia, dare regole certe al mercato e velocizzare la cantierizzazione dei lavori in programma.
 
Per raggiungere questi obiettivi, l’Ance ha individuato alcune azioni prioritarie: eliminare i passaggi al CIPE successivi all’approvazione del Documento pluriennale di pianificazione e razionalizzare le attività di controllo della Corte dei Conti; eliminare le inutili duplicazioni, tra i ministeri, dei passaggi decisionali; potenziare le Strutture di missione esistenti (Italia Sicura e Casa Italia); dare tempistiche certe e perentorie per la conclusione delle operazioni di gara, per l’apertura dei cantieri, e per le decisioni che spettano alla stazione appaltante; garantire tempi certi alle imprese per il pagamento del corrispettivo dell’appalto, chiudendo la procedura di infrazione contro il nostro Paese in sede europea; potenziare gli strumenti di tutela alternativi al contenzioso giudiziario (il cosiddetto accordo bonario).
 
Per una vera rivoluzione industriale in edilizia, è necessaria una strategia nazionale per la digitalizzazione del settore delle costruzioni, da adottare a livello governativo, similmente a quanto fatto da altri Paesi europei. L’Ance ritiene che serva realizzare una “Piattaforma digitale” specifica del settore, aperta a tutti i soggetti coinvolti nelle varie fasi ed attività delle costruzioni, sia pubblici che privati.
 
Fondamentale, secondo l’Ance, anche la leva fiscale. I costruttori hanno proposto strumenti innovativi di politica fiscale, diretti a favorire i programmi di rigenerazione urbana, come un pacchetto di misure fiscali per favorire l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza statica del patrimonio edilizio esistente, attraverso incentivi ai programmi di sostituzione edilizia e l’ottimizzazione dei Bonus fiscali. Secondo l’Ance, l’utilizzo degli incentivi alla riqualificazione edilizia ha dimostrato, negli anni della crisi, di essere l’unico presidio per la tenuta del settore, oltre che un efficace strumento di emersione del lavoro sommerso e, infine, una fonte di entrate per il bilancio dello Stato.
 
In particolare, il presidente dell’Ance ha proposto di equiparare la fiscalità sull’acquisto degli immobili nuovi – ad alta efficienza energetica - con quelli usati; estendere alle zone a rischio sismico 2 e 3 le detrazioni Irpef per l’acquisto di case antisismiche, derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione; rimodulare l’ecobonus e il sisambonus in funzione della tipologia e dimensione degli immobili industriali; garantire un regime di tassazione agevolata all’impresa per le permute di interi stabili condominiali da demolire e ricostruire.
 
Il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, ha inoltre chiesto di eliminare lo split payment, che sta drenando liquidità alle imprese di costruzioni, quando la legalità è garantita già dalla fatturazione elettronica.
 

Detrazioni fiscali e situazione politica

Le proposte avanzate dall’Ance devono affrontare una ulteriore difficoltà: la situazione politica incerta in cui al momento versa l’Italia. Le forze politiche sono al lavoro per la definizione del contratto di governo, che potrebbe rivedere il sistema fiscale, compreso il pacchetto delle detrazioni.
 

Confprofessioni: misure stabili e inclusione negli incentivi

Al ciclo di audizioni sul DEF 2018 ha partecipato anche Confprofessioni, che ha chiesto misure strutturali per i professionisti e certezza sulle aliquote Iva, oltre a una maggiore digitalizzazione del sistema fiscale.

Confprofessioni ha lamentato l’esclusione dei professionisti dalle misure a sostegno della competitività, come l’iper ammortamento per l’acquisto di beni strumentali, i voucher per la digitalizzazione e la Nuova Sabatini.
 
Dal punto di vista della semplificazione normativa è stata proposta l’abrogazione di norme lacunose e incerte, da sostituire con testi unici di facile consultazione.
 

 
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