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AMBIENTE

Puglia, presentata la bozza della legge sulla bellezza

di Rossella Calabrese

I Comuni potranno incentivare la demolizione di vecchi immobili attraverso diritti edificatori e premi

Vedi Aggiornamento del 05/12/2018
31/07/2018 - È stata presentata nei giorni scorsi a Bari dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e dall’assessore alla Pianificazione Territoriale, Alfonso Pisicchio, la bozza della Legge sulla Bellezza: 7 titoli, 23 articoli, un preambolo con le parole del giornalista Peppino Impastato e un Manifesto che condensa i valori, spiegando i cardini della riforma.
 
La legge mira alla valorizzazione e alla tutela del territorio e delle identità culturali, al riconoscimento della bellezza attraverso la memoria delle comunità, all’equilibrio fra l’opera dell’uomo e l’opera della natura e all’eliminazione dei detrattori di bellezza nel ‘Mosaico Pugliese’ (la diversità dei territori).
 
La bozza è stata elaborata a titolo gratuito da un comitato tecnico-scientifico composto da autorevoli accademici, giuristi, rappresentanti degli ordini professionali, esperti d’arte e giovani architetti che si è riunito da dicembre scorso su iniziativa dell’assessorato alla Pianificazione Territoriale.
 
“La visione del futuro della Puglia è fondata sulla capacità di mantenere la bellezza esistente e di ripristinare quella che è stata sprecata” - detto il presidente Emiliano. “Questa legge contiene innanzitutto un invito a tutti i pugliesi a partecipare alla sua scrittura, quindi oggi noi presentiamo solo delle linee essenziali, ma questa è la tipica attività legislativa che deve essere completata da tutti, da Comuni, associazioni, cittadini, media che soffrono per lo spreco di bellezza che sovente si verifica nei nostri i territori”.
 
“E soprattutto - ha proseguito - avrà una norma alla quale io tengo in modo particolare: una norma che consentirà ai sindaci di individuare delle aree specifiche nelle quali è possibile effettuare delle demolizioni di immobili che vengono considerati vecchi, superflui, anche abusivi non sanabili, che noi non riusciamo a demolire perché non abbiamo i soldi per farlo. E quindi in qualche modo consentire ai sindaci di trasformare questi volumi che devono essere demoliti in volumi che possono essere spostati in altri luoghi previsti dal piano regolatore”.
 
“Nella sostanza - ha spiegato il Presidente - anziché pensare che la tutela della bellezza avvenga in via autoritaria, cioè con il comando della politica o del potere, cosa peraltro che non ha mai funzionato, potrà avvenire attraverso proposte da parte dei proprietari di questi immobili che chiedendo la demolizione possano ottenere in cambio diritti edificatori equivalenti, con determinati premi anche in qualche caso, per poter ricostruire nelle aree indicate dal Piano Regolatore e regolarizzare l’urbanistica delle nostre città”.
 
“È una legge non chiusa, ma a maglie larghe e che sarà decisa assieme ai cittadini con l’obiettivo di puntare alla qualità dei territori - ha spiegato l’assessore Pisicchio -. La bellezza è un sistema complesso, un progetto, una visione, è l’espressione massima della qualità. Io credo, così come sostengono alcuni urbanisti, che esista un vero e proprio diritto alla bellezza delle città e che sia uno dei diritti fondamentali dei cittadini; è il diritto di ogni persona, di tutti i gruppi sociali, di vivere in un luogo piacevole, attraente, dove trascorrere dignitosamente e qualitativamente la propria vita”.
 
“La bellezza - secondo Pisicchio - diventa quindi un antidoto al male delle nostre periferie, agli spazi urbani lasciati all’incuria. Occorre, pertanto, costruire una visione che guidi le scelte sia pubbliche e sia private fondate sul riconoscimento della centralità dell’uomo. La nuova organizzazione della città, ovvero il nuovo paradigma urbano, dovrebbe essere caratterizzato da una organizzazione fondata su tre R (Recupero, Rigenerazione e Riuso) e la Legge sulla Bellezza coglie e incorpora questo principio andando nella direzione di eliminare i ‘detrattori di bellezza’. Si tratta di spazi senza identità, senza relazioni, i cosiddetti ‘non luoghi’ che mettono a rischio l’identità e la memoria dei territori”.
 
Nelle prossime settimane il testo sarà sottoposto alla partecipazione in diversi territori regionali. Questa fase sarà avviata attraverso importanti collaborazioni con Apulia Film Commission e Teatro Pubblico Pugliese (per la realizzazione di momenti di animazione, reportage e cortometraggi sulla bellezza), e con due apposite convenzioni con Università e Politecnico di Bari, per le analisi antropologiche e tecniche del tema. Sono inoltre previsti bandi rivolti a giovani professionisti.
 
Nel frattempo è iniziato l’iter legislativo (si attende il voto del Consiglio regionale) per l’inserimento della Bellezza nello Statuto della Regione Puglia con un terzo comma all’articolo 2: “La Regione tutela, valorizza e promuove la bellezza del territorio, del paesaggio e dell’ambiente pugliese in tutte le sue espressioni, sia allo scopo di consentire la fruizione piena e incondizionata a tutti nella prospettiva del pieno, sostenibile ed adeguato sviluppo della persona umana, come singolo e nelle formazioni sociali nelle quali si esprime la sua personalità, sia allo scopo di tutelare i valori e l’identità  culturale della comunità pugliese”.
 
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