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PROFESSIONE

Calabria, niente autorizzazioni se non si paga il progettista

di Rossella Calabrese

Fondazione Inarcassa: ‘legge a tutela dei liberi professionisti che speriamo sia di ispirazione per le altre Regioni’

Vedi Aggiornamento del 12/10/2018
27/08/2018 - La presentazione di un’istanza autorizzativa deve essere corredata, oltre che da tutti gli elaborati previsti dalla normativa, dalla lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente.
 
E, soprattutto, per ottenere l’autorizzazione, occorre presentare un documento che attesti il pagamento delle spettanze da parte del committente. In mancanza di questo documento, l’iter amministrativo non può andare avanti.
 
Lo prevede la LR 25 del 31 luglio 2018 con cui la Regione Calabria mira a tutelare il lavoro dei professionisti e ad attenuare l’evasione fiscale.
 
La legge - spiega l’articolo 1 - ha come oggetto la tutela delle prestazioni professionali rese sulla base di istanze presentate alla pubblica amministrazione per conto dei privati cittadini o delle imprese.
 
La legge prevede che la presentazione dell’istanza autorizzativa o di istanza ad intervento prevista dalle norme e dai regolamenti regionali, provinciali e comunali debba essere corredata, oltre che da tutti gli elaborati previsti dalla normativa vigente, dalla lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente.
 
L’amministrazione, al momento del rilascio dell’atto autorizzativo o della ricezione di istanze ad intervento diretto, acquisisce la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del professionista o dei professionisti sottoscrittori degli elaborati progettuali, attestante il pagamento delle correlate spettanze da parte del committente.
 
La mancata presentazione di tale dichiarazione costituisce motivo ostativo per il completamento dell’iter amministrativo fino all’avvenuta integrazione. La documentazione è richiesta dagli uffici interessati dall’iter attivato.
 

Fondazione Inarcassa: ‘legge a tutela dei liberi professionisti’

Fondazione Inarcassa, la Fondazione Architetti e Ingegneri liberi professionisti iscritti Inarcassa, plaude all’iniziativa della Regione Calabria.
 
“Il provvedimento, sostenuto dagli Ordini degli architetti e ingegneri calabresi, tutela i liberi professionisti nelle prestazioni espletate per conto dei privati. Infatti, al momento del rilascio dell’atto autorizzativo in materia di edilizia ed urbanistica, il professionista dichiarerà preventivamente che le proprie prestazioni siano state economicamente soddisfatte, indicando altresì gli estremi della fattura” - si legge in una nota della Fondazione.
 
“Apprendiamo con soddisfazione che la proposta del consigliere regionale Ennio Morrone, sia divenuta una realtà - dichiara il Presidente di Fondazione Inarcassa, Egidio Comodo. Questa legge avrà ricadute certamente positive sugli ingegneri e architetti che vivono di libera professione e contribuirà in modo decisivo al contrasto all’evasione fiscale. Grazie a questo provvedimento, inoltre, i professionisti non saranno più costretti ad accettare compensi inadeguati alle prestazioni svolte”.
 
“Peraltro, la legge della Regione Calabria si inserisce nel solco già indicato dalla Regione Toscana che, con la decisione n. 29 del 6 marzo 2018, ha, per prima, definito le regole volte a garantire un equo compenso per i professionisti. Apprezziamo il percorso già avviato da altre Regioni, come la vicina Basilicata”.

“L’augurio - conclude il Presidente - è quello che l’iniziativa legislativa della Regione Calabria possa essere il paradigma da proporre nelle varie sedi istituzionali ed in particolare, nell’immediato, al tavolo della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali”.
 

Consulenti del Lavoro: ‘equo compenso sia quotidianità e non eccezione’

“Con questo importante provvedimento - commenta il Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca - anche la Calabria segue l’esempio virtuoso delle Regioni che hanno introdotto disposizioni normative sull’equo compenso a favore della categoria dei professionisti, promuovendo la dignità economica e sociale di lavoratrici e lavoratori autonomi e a tutela, soprattutto, dei tanti giovani che incontrano le maggiori difficoltà nel farsi strada nel mondo del lavoro professionale”.
 
“Il fatto che sempre più istituzioni si impegnino per rendere l’equo compenso un principio basilare del nostro ordinamento - prosegue - dimostra il valore della battaglia portata avanti dal Comitato Unitario delle Professionisti e dalla Rete delle Professioni Tecniche. Continueremo dunque con determinazione il cammino intrapreso - conclude -, con l’obiettivo di rendere l’equo compenso del professionista la quotidianità e non l’eccezione. La lotta contro la richiesta di prestazioni professionali a costo zero prosegue”.
 
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Lorenzo

La legge ha un suo risvolto positivo ma non risolve appieno il problema. Innanzitutto ci sono istanze che non prevedono il rilascio di un atto autorizzativo (SCIA). La legge non ne parla e quindi si deve andare ad interpretazione. Solitamente la parcella professionale (soprattutto per piccoli lavori) è omnicomprensiva di tutto (progettazione, D.L., Sicurezza in progettazione ed esecuzione, prestazione energetica, altro). In questo caso per legge, il committente cosa paga? Solo la progettazione? Poi con tale norma il committente si potrebbe fare forte a non versare l’anticipo (doveroso almeno per coprire le spese del lavoro che si farà): “Pago come per legge al rilascio del Permesso di Costruire”. Ma tutti voi cari colleghi mi insegnate che ci sono PdC contorti, soggetti a vari vincoli da richiedere a vari enti (ognuno ragiona a modo suo) e per un cavillo qualsiasi non essere rilasciati. A questo punto che succede? Tutto il lavoro sarà gratuito, perché giustamente il committente, non avendo versato l’anticipo, non pagherà nulla perché non ha ottenuto l’atto autorizzativo. La problematica ha una sua complessità che certamente non si risolve con una leggina di una paginetta. Comunque vediamone il lato positivo.


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