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PROFESSIONE

Obbligo di pagare i progetti ed equo compenso, la proposta di legge Fnailp

di Rossella Calabrese

Presto in Parlamento un ddl per abolire il Decreto Bersani, rafforzare l’equo compenso e obbligare i committenti a pagare i professionisti

Vedi Aggiornamento del 08/11/2018
30/08/2018 - La recente legge regionale calabrese che prevede il rilascio dei titoli abilitativi solo a chi dimostri di aver pagato il progettista è stata accolta in modo molto favorevole dai professionisti di tutta Italia.
 
Il tema è sempre caldo: nell’attuale fase di crisi dell’edilizia, per i progettisti è difficile trovare incarichi e ancora più difficile è ottenere il pagamento della parcella. La facoltà, per i committenti, di ottenere i titoli abilitativi indipendentemente dal saldo degli onorari rende i professionisti la parte più debole del processo.
 
Da qualche settimana l’obbligo di subordinare l’avvio degli interventi edilizi al pagamento del progettista è operativo in Calabria ma c’è chi, come la Federazione Architetti Ingegneri Liberi Professionisti (FNAILP), punta ad estendere questo principio a tutto il territorio nazionale.
 
La Federazione, presieduta dall'arch. Pasquale Giugliano, ha messo a punto una proposta di disegno di legge - che sarà presto presentata in Parlamento - che prevede: l’abolizione del decreto Bersani che nel 2006 cancellò i minimi tariffari; il rispetto dell’equo compenso nei rapporti tra i professionisti e la committenza privata e pubblica; l’allegazione alle pratiche della fattura quietanzata che attesti il pagamento della prestazione professionale.
 

Fnailp: ‘la concorrenza determina un’asta al ribasso’

“Le professioni intellettuali tecniche di architetto ed ingegnere - si legge nella relazione al testo - sono ‘professioni di stato’, legate agli interessi collettivi generali e primari, ad elevato contenuto di conoscenza tecnica”.
 
Un edificio mal progettato o una cattiva direzione dei lavori, non per incompetenza del progettista o del direttore dei lavori, ma per la mancanza di risorse economiche minime necessarie a compensare il professionista, lede gli interessi non soltanto della committenza, ma dei fruitori finali nonché di una pluralità indefinita ed innumerevole di persone”.
 
Secondo Fnailp, quindi, la mancanza di ‘tariffe minime’ ha creato un mercato squilibrato, malato, viziato; la competizione estremizzata, in presenza di un soprannumero e quindi di una offerta eccessivamente superiore alla domanda, ha avuto come conseguenza immediata la drastica riduzione della qualità e addirittura della attendibilità delle prestazioni professionali, ciò con gravissime e pericolose ripercussioni sulla sicurezza e sulla incolumità pubblica e collettiva.
 
“La tanto sbandierata necessità di concorrenza, ha determinato semplicemente un’asta al ribasso, che ha portato i professionisti alla svendita del loro lavoro, e alla formazione di progetti fotocopia, lesivi degli interessi dei cittadini e dello Stato” - aggiunge la relazione.
 

Obbligo di pagare i progetti ed equo compenso, la proposta Fnailp

La proposta di legge di Fnailp prevede quindi di abrogare la norma del Decreto Bersani del 2006 che aboliva le tariffe fisse o minime per le attività libero-professionali e intellettuali, e quella del Decreto Liberalizzazioni del 2012 che abrogava le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico. 

Fnailp propone che il compenso minimo dei professionisti iscritti agli albi o collegi nei rapporti professionali con la committenza sia privata che pubblica sia soggetto al rispetto dell’equo compenso, determinato secondo il DM 17 giugno 2016. 

Equo compenso da calcolare attraverso un software approvato dall’Ordine che verifica la congruità tra tariffa applicata ed equo compenso. La stampa rilasciata dal software deve essere trasmessa all’Ordine e allegata al contratto professionale stipulato con il cliente. Il professionista che vìoli queste norme rischia sanzioni disciplinari e tributarie.

Il committente che dovesse utilizzare un progetto senza averlo pagato, verrebbe condannato a pagare la differenza incrementata degli interessi moratori, perderebbe agevolazioni e detrazioni fiscali e restituirebbe le somme indebitamente detratte. 

Come già previsto dalla legge calabrese, Fnailp chiede che la fattura quietanzata dal professionista, che attesti il pagamento della prestazione con importo pari all’equo compenso minimo, e la stampa di congruità all’equo compenso prodotta attraverso il software, siano richieste tra i documenti da presentare assieme alle pratiche a firma dei professionisti abilitati, pena lo stop dei procedimenti autorizzativi nonché sanzioni amministrative, tributarie e deontologiche.
 
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