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LAVORI PUBBLICI

Bando Periferie, premier Conte: ‘la soluzione nel primo decreto utile’

di Rossella Calabrese

Decaro, Anci: ‘rimediate entro 10 giorni o abbandoniamo i tavoli istituzionali’. Ance: ‘dare continuità ai fondi già stanziati’

Vedi Aggiornamento del 25/09/2018
13/09/2018 - “Ho ascoltato con grande disponibilità le istanze dell’Anci e con i sindaci presenti ho condiviso l’obiettivo di avviare un percorso per giungere alla migliore soluzione possibile e nei tempi più rapidi”. Così il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo l’incontro con la delegazione Anci che si è svolta a Palazzo Chigi nella serata di martedì.
 
“La soluzione che intendiamo adottare è quella di inserire nel primo decreto utile (successivo alla conversione del Milleproroghe) una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata”.
 
“In sostanza - ha aggiunto il premier -, questo garantirà un’agevole prosecuzione dei progetti già esecutivi, fondamentali per mettere le amministrazioni comunali nelle condizioni di garantire ai cittadini servizi e investimenti, offrendo le risorse necessarie sulla base del reale stato di avanzamento dei progetti”.
 

Bando Periferie, Presidente Anci: ‘rimediate entro 10 giorni’

“Abbiamo deciso di non sospendere le relazioni istituzionali con il governo perché il presidente del Consiglio si è impegnato entro una settimana, dieci giorni, a risolvere il problema creato dal blocco dei fondi per il bando periferie disposto in Senato ad agosto con un emendamento al Milleproroghe”. Questo il commento del presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), Antonio Decaro, al termine del vertice.
 
“Non abbiamo capito le motivazioni per le quali non è possibile porre rimedio in queste ore. Ma registriamo un impegno importante. Che metteremo alla prova dei fatti. Come ho annunciato direttamente al presidente Conte - ha aggiunto Decaro -, se non si arriverà alla soluzione, noi sindaci non parteciperemo più ai lavori della conferenza unificata, dal cui esame passano tutti i provvedimenti”.
 
“Con il Milleproroghe - ha continuato Decaro - sono stati cancellati finanziamenti per 1,6 miliardi di euro. Soldi destinati ai cittadini più fragili, alle zone delle città in cui si concentra il disagio, alle periferie. La trattativa partiva di là. Abbiamo ottenuto l’impegno del capo del governo perché tutti quei soldi siano recuperati, sebbene rimodulati nel tempo, tenendo conto delle esigenze di ogni Comune”. 
 

Bando Periferie, Ance: ‘buona notizia l’accordo Governo-Anci’

“È necessario dare continuità ai fondi già stanziati per progetti di riqualificazione delle periferie, che sono stati tagliati con un emendamento al decreto Milleproroghe approvato nelle scorse settimane dal Senato”. Lo afferma in una nota il presidente dell’Ance, Gabriele Buia. “Siamo soddisfatti che sia stato accolto l’appello che l’Ance, insieme ai Comuni e ad altri esponenti della società civile, aveva rivolto al Governo - continua Buia - per evitare che venissero bloccati progetti già avviati in territori particolarmente sensibili e in un momento ancora fortemente delicato per il Paese”.
 
“L’auspicio è ora che, al più presto, sia emanato un provvedimento ad hoc con le coperture necessarie per dare avvio ai lavori e, già dalla prossima legge di Bilancio, sia promosso un piano organico di rigenerazione urbana necessario per sostituire e riqualificare aree degradate delle città. Il Paese ha fortemente bisogno - conclude Buia - di una strategia nazionale che miri a valorizzare le città e a rispondere ai bisogni dei cittadini”.
 

Bando Periferie, l’emendamento che ha ‘scippato’ 1,6 miliardi

Oggi pomeriggio la Camera ha approvato con voto di fiducia il disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe nel cui testo c’è la norma, approvata ad agosto dal Senato, che blocca i fondi destinati ai progetti vincitori del Bando Periferie, spostando al 2020 l’efficacia di 96 delle 120 convenzioni firmate dai sindaci e dal Governo Gentiloni. Il blocco deciso con il Milleproroghe non riguarda, quindi, i primi 24 Comuni, che possono quindi procedere con l’attuazione del piano, ma i successivi 96, che dovranno “rimodulare gli impegni di spesa e i connessi pagamenti” nei prossimi due anni. 

Il Governo calcola di ‘risparmiare’ 1 miliardo e 30 milioni di euro (140 milioni di euro per l’anno 2018, 320 milioni di euro per l’anno 2019, 350 milioni di euro per l’anno 2020 e 220 milioni di euro per l’anno 2021). Tali risorse saranno spostate su un nuovo Fondo “da utilizzare per favorire gli investimenti delle città metropolitane, delle Province e dei Comuni, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti”.
 

Bando Periferie, la protesta/proposta dei Comuni

“Stiamo assistendo a un furto con destrezza. Siamo in presenza di un governo che straccia un contratto scritto, viene meno alla parola data” - commentò il presidente Decaro in agosto. Ma la stessa Anci propose una soluzione: il segretario generale dell’Associazione dei Comuni, Veronica Nicotra, spiegò che la situazione poteva essere ‘sanata’ con un’intesa in Conferenza Unificata, come fatto dal Governo per altri casi simili, come i decreti su metropolitane e ciclovie turistiche. La proposta è rimasta però inascoltata.
 

Bando Periferie, l’appello di costruttori, ambientalisti e associazioni

Nei giorni successivi, oltre ai Comuni, si sono mobilitati anche altri soggetti: l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (Ance), Legambiente, la Fondazione Riuso per la rigenerazione urbana e l’Associazione Aree Urbane Dismesse (Audis) hanno chiesto al Parlamento di liberare le risorse già approvate e impegnate con il Bando Periferie.
 
I progetti a rischio, hanno ricordato, riguardano “strade, risanamenti edilizi, sicurezza idrogeologica e sismica, giardini, parchi giochi, scuole, infrastrutture indispensabili a ridare decoro ai luoghi più poveri e abbandonati in città grandi, medie e piccole. Al nord, al centro, al sud indipendentemente dal colore politico di chi li governa”.
 

Bando Periferie, Anci: ‘lo stop ai fondi danneggia 20 milioni di cittadini’

Anci ha ricordato che il decreto Milleproroghe blocca una misura che vale 1,6 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti 1,1 miliardi di cofinanziamenti pubblici e privati. A beneficiarne sono 96 tra Comuni (87) e Città metropolitane (9) per 1.625 interventi da realizzare sul territorio di 326 comuni complessivi. Comuni in cui risiedono quasi 20 milioni di italiani.
 
Un investimento di questa portata, utilizzando i parametri dello studio Ance-Istat “L’industria delle costruzioni: struttura, interdipendenze settoriali e crescita economica” del 2015, genera valore economico di 9 miliardi di euro (tra settore edile e indotto) e una ricaduta occupazionale di 42 mila unità - ha concluso l’Anci.
 
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