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LAVORI PUBBLICI

Mobilità sostenibile, arrivano le autostrade ciclabili

di Alessandra Marra

La Manovra 2019 promuove la diffusione della micromobilità elettrica con segway, hoverboard e monopattini

Vedi Aggiornamento del 15/01/2019
09/01/2019 - Nel 2019 la mobilità sostenibile passerà attraverso la progettazione di “autostrade ciclabili” e la sperimentazione di mezzi di trasporto innovativi e sostenibili a propulsione prevalentemente elettrica.
 
La Legge di Bilancio 2019, infatti, prevede un fondo per le piste ciclabili e misure per la diffusione della micromobilità elettrica.
 

Autostrade ciclabili: 2 milioni di euro nel 2019

La norma, allo scopo di finanziare la progettazione di autostrade ciclabili, istituisce un ‘Fondo per le autostrade ciclabili’ con uno stanziamento di 2 milioni di euro per l’anno 2019.
 
Entro il 1° aprile 2019 il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) dovrà emanare un proprio decreto con le modalità di erogazione delle risorse e le modalità di verifica e controllo dell’effettivo utilizzo da parte degli enti territoriali delle risorse erogate.
 

Mobilità elettrica: in arrivo nuove sperimentazioni

La Manovra 2019, inoltre, per sostenere la diffusione della micromobilità elettrica e promuovere l’utilizzo di mezzi di trasporto innovativi e sostenibili, autorizza nelle città la sperimentazione della circolazione su strada di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica.
 
Tra questi nuovi veicoli ci sono: segway (veicolo personale motorizzato a due ruote costituito da una piattaforma per i piedi montati sopra un asse e un sostegno verticale sormontato da maniglie), hoverboard (tavola biciclica autobilanciata) e monopattini.
 
Entro il 31 gennaio 2019, il MIT dovrà definire in un decreto ad hoc le modalità di attuazione e gli strumenti operativi della sperimentazione.
 

Auto ibride ed elettriche: libero accesso alle aree pedonali

Infine, il provvedimento prevede che le auto elettriche ed ibride possano circolare in aree pedonali e a traffico limitato.
 
Poiché l’accesso a queste zone è consentito ‘in ogni caso’, le amministrazioni locali non potrebbero limitarne l’ingresso neanche con una delibera comunale ad hoc.

I sindaci, con una lettera indirizzata al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, hanno espresso preoccupazione per la decisione di inserire nella legge di bilancio questa integrazione al codice della strada. Nel ricordare che la regolamentazione del traffico nei centri abitati è prerogativa dei Comuni, che "con deliberazione di giunta provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato”, il presidente dell’Anci Antonio Decaro ha chiesto “un incontro per approfondire la problematica” dal momento che la previsione richiede “un’interpretazione autentica e un chiarimento” se non “una modifica” al fine di “salvaguardare l’autonomia regolamentare e le importanti esperienze in atto in tema di aree pedonali e zone a traffico limitato”.

 
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