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PROFESSIONE

Fattura elettronica, il Fisco risponde ai dubbi dei professionisti

di Paola Mammarella

Le Faq dell’Agenzia delle Entrate dopo l’entrata in vigore delle nuove regole. Respinto intanto il ricorso dei Commercialisti

Vedi Aggiornamento del 11/01/2019
07/01/2019 -  L’obbligo di fattura elettronica è entrato in vigore il 1° gennaio e l’Agenzia delle Entrate è alle prese con i dubbi dei professionisti. Con una serie di Faq pubblicate nella sezione dedicata alla fatturazione elettronica, il Fisco sta cercando di dare risposta a questioni pratiche poste dagli addetti ai lavori.
 

Fattura elettronica differita

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che, anche con la fattura elettronica, è possibile l’emissione di una fattura elettronica “differita” ai sensi dell’articolo 21, comma 4, del DPR 633/1972. La fattura può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo alla prestazione dei servizi. Se, ad esempio, la prestazione è avvenuta il 20 gennaio 2019, la fattura elettronica potrà essere emessa il 10 febbraio 2019.
 
Ci sono però delle condizioni. Se la prestazione o il servizio prevede un invio di merce o materiali, questa deve essere accompagnata dal documento di trasporto (DDT) indicante la data in cui avviene la prestazione (20 gennaio 2019). Bisogna inoltre datare la fattura al 10 febbraio 2019, ma inserendo i riferimenti al documento redatto al momento dello svolgimento della prestazione o del servizio. È infine necessario far concorrere l’Iva alla liquidazione del mese di gennaio.
 
Anche per le prestazioni professionali è possibile il differimento dell’emissione della fattura elettronica. Invece del DDT, si può utilizzare la fattura proforma o “avviso di parcella” come documento idoneo a descrivere il servizio fornito.
 
Fatture emesse da professionisti nel regime dei ‘minimi’ e spesometro
Le fatture emesse da professionisti o autonomi nel regime dei minimi o in quello forfettario o in regime di vantaggio non sono più soggette allo spesometro. Secondo l’articolo 1, comma 3bis, del D.lgs. 127/2015, esiste l’obbligo di comunicazione dei dati delle sole fatture relative ad operazioni transfrontaliere, cioè quelle da o verso soggetti non residenti o non stabiliti nel territorio dello Stato.
 
Ricordiamo che per i minimi e i forfettari la fatturazione elettronica è facoltativa.
 

Fatture a clienti senza Partita Iva

Il Fisco ha spiegato che il professionista è sempre obbligato ad emettere la fattura elettronica e a consegnare al cliente una copia in formato analogico, ad esempio cartaceo o pdf, o elettronico, salvo che il cliente non rinunci ad ottenere la copia. Non è invece possibile chiedere al cliente di scaricare la fattura dal sistema di interscambio (SdI).
 

Fattura elettronica, respinto il ricorso dei Commercialisti

Ricordiamo che l’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) il mese scorso ha presentato ricorso contro la fatturazione elettronica segnalando una serie di criticità e rischi per la privacy e il mercato.
 
Il Tribunale civile di Roma ha fissato l’udienza del ricorso di merito al 4 aprile 2019. Nel frattempo, non ha ritenuto necessaria la sospensione del provvedimento perché, a suo avviso, non ci sono motivi urgenti che giustificherebbero una simile decisione. Dietro sollecitazione del Garante per la privacy, l’Agenzia delle Entrate ha infatti introdotto una serie di cambiamenti alla procedura di fatturazione elettronica per risolvere le criticità sollevate.

“Accettiamo il provvedimento del Tribunale con grande rammarico e molta preoccupazione - ha commentato il Presidente ANC Marco Cuchel - tuttavia sono in corso di valutazione altre forme di iniziativa, in attesa dell’udienza di aprile”.
 
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Altri commenti
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incazz nero

Qualcuno può spiegare come si inseriscono in F.E. le spese a piè di lista, ovvero le cifre pagate "in nome e per conto del cliente", come ad esempio i diritti di segreteria per una pratica edilizia, che devono essere rimborsate al professinista ma che sono esenti IVa ai sensi del DPR 633/72 e che non concorrono all'ammontare dell'onorario e dell'imponibile? Il vergognoso programma di f.e dell'agenzia entrate che assimila i professionisti a un supermercato ("quantità di un bene per costo unitario= prezzo", come se vendessimo paia di scarpe anziché prestazioni professionali!!!) non ha questa possibilità alla fine di tutti gli altri conteggi


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