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PROFESSIONE

Roma ha la sua mini-struttura per la progettazione

di Rossella Calabrese

Contraria Fondazione Inarcassa: ‘necessario tutelare lavoro e competenze di professionisti ed enti locali’

Vedi Aggiornamento del 05/02/2019
24/01/2019 - “Il Provveditorato alle Opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna del Mit diventa stazione appaltante per il Comune di Roma. Sblocco degli appalti e procedure più rapide nella realizzazione delle opere ordinarie e straordinarie indispensabili per la Capitale”. 
 
Così, lo scorso 11 gennaio, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti annunciava il protocollo d’intesa siglato con il Comune di Roma.
 
Il MIT spiegava che, con la firma dell’accordo, il Provveditorato OOPP Lazio, Abruzzo e Sardegna “viene delegato nelle funzioni di stazione appaltante e centrale di committenza per Roma Capitale, così da accelerare l’avvio di lavori importantissimi e inderogabili ed evitare le lungaggini amministrative e burocratiche che da troppi anni hanno, di fatto, bloccato la Capitale”.
 
E concludeva sottolineando che “il team messo in campo dal Provveditorato gestirà integralmente la realizzazione delle opere, dalla progettazione alla direzione lavori fino alla consegna degli interventi realizzati”.
 
Una ‘Struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici’ in miniatura, dunque - analoga a quella introdotta a livello nazionale dalla Legge di Bilancio 2019 - che ha scatenato la contrarietà di Fondazione Inarcassa, la Fondazione di Architetti e Ingegneri liberi professionisti iscritti Inarcassa.
 

Fondazione Inarcassa: ‘tutelare professionisti ed enti locali’

“Siamo consapevoli che per anni lungaggini amministrative e burocratiche hanno, di fatto, paralizzato le grandi opere pubbliche della Capitale - afferma il Presidente di Fondazione Inarcassa Egidio Comodo -; tuttavia siamo coerenti con quanto già espresso nel corso del dibattito sulla Legge di Bilancio, in merito all’istituzione della Struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici, che rischia concretamente di marginalizzare le competenze e impoverire ancora di più il lavoro dei liberi professionisti, così come il ruolo degli enti locali”.
 
“Non vogliamo farne una questione di merito e siamo i primi a volere una più rapida esecuzione dei lavori pubblici - conclude Comodo - ma riteniamo più opportuno che le diverse fasi di esecuzione siano gestite in sinergia tra i professionisti e gli enti locali rispetto all’accorpamento di tutte le funzioni in un unico corpo accentrato, la cui operatività si è spesso rivelata, in passato, farraginosa e poco efficace”.
 

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