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RISTRUTTURAZIONE

La filiera edilizia sfida il futuro con l’innovazione

di Alessandra Marra

Da Symbola e Fassa Bortolo ‘100 storie italiane per le costruzioni del futuro’

Vedi Aggiornamento del 07/02/2019
18/01/2019 – Il rilancio dell’edilizia passa per la ristrutturazione del patrimonio edilizio, traendo spunto dalla tradizione ma puntando su competenze, innovazione, efficienza energetica, sostenibilità e bellezza.
 
Questo il messaggio che trasmette il rapporto “100 Italian Stories for future Building”, realizzato da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo, in collaborazione con la Triennale di Milano, con esperti di settore e con MadeExpo, in cui è illustrato il racconto di cento realtà della filiera edilizia che, mediante l’innovazione, sfidano il futuro.
 

L’edilizia del futuro sarà sostenibile, innovativa e solidale 

Per il presidente di Symbola Ermete Realacci e per il presidente di Fassa Bortolo, Paolo Fassa, ristrutturare il patrimonio  edilizio nazionale vuol dire affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e rendere più belle e vivibili le nostre città, andare incontro ai nuovi stili di vita più sobri e responsabili; aumentare l’efficienza energetica riducendo al contempo i consumi, l’inquinamento e le bollette, garantire la sicurezza antisismica, migliorare la qualità  della vita di proprietari  e inquilini nonché aumentare il valore degli immobili.
 
Bisogna, quindi, ripartire dalla vecchia edilizia senza qualità e da un uso indiscriminato del suolo e puntare verso quella 'Nuova Edilizia' che è già in marcia e che incrocia le sfide della sicurezza antisismica, dell’efficienza energetica, della riqualificazione e rigenerazione urbana.

Il rapporto, infatti, racconta la storia delle aziende che in questi anni hanno investito in qualità e innovazione, dando un impulso nuovo all’economia e migliorando la salute delle nostre città.

Ermete Realacci ha dichiarato: “Queste 100 esperienze ci raccontano oggi l’edilizia del futuro: un viaggio attraverso una filiera composita che spesso dalla tradizione trae spunto per innovare, incrociando i saperi delle maestranze con l’industria 4.0. Tale capacità, tutta italiana, mette in campo competenze, formazione, comunità, energie, tecnologie per contribuire alla competitività di un Paese  all’avanguardia, nonostante i vari problemi e ritardi che lo attraversano. Un’Italia che fa l’Italia, per una nuova economia più innovativa, sostenibile, solidale, coesiva”
 
 “Come Imprenditore mi sono identificato in questo modello e ho deciso di sostenere iniziative come quella di 100 Italian Stories for future Building, per contribuire a dare voce al mondo dell’edilizia attraverso il racconto di 100 realtà della filiera, che mediante l’innovazione sfidano lo sviluppo” ha dichiarato Paolo Fassa. “Il tema della riqualificazione emerge da questa iniziativa editoriale come elemento di sfida del futuro in cui queste 100 eccellenze del mondo dell’edilizia rappresentano quel pezzo del nostro paese che è impegnato a dare energia alla parte imprenditoriale, mescolando il saper fare con la bellezza, la sostenibilità con la qualità.”
 

Ristrutturazioni: il mercato italiano

Secondo il rapporto, nel nostro Paese il patrimonio immobiliare vale quasi il quadruplo del Pil ma il suo deterioramento e la sua vetustà ne causa la svalutazioneCirca l’80% delle abitazioni (quasi 10 milioni di immobili), infatti, è stato costruito prima del 1990. Nel 2016 il consumo energetico del settore residenziale è stato di 32,2 Mtep, il 27,8% degli impieghi totali di energia, per il 70% dovuto a riscaldamento e raffrescamento.
 
Come evidenzia il rapporto “Una nuova edilizia contro la crisi”, realizzato nel 2017 da Fondazione Symbola in collaborazione con il Cresme, in media le abitazioni ristrutturate hanno un valore superiore del 29% rispetto a quelle non ristrutturate e un prezzo superiore anche rispetto alle abitazioni di nuova costruzione. Se tutte le abitazioni offerte fossero riqualificate, il valore del patrimonio edilizio residenziale in offerta sul mercato sarebbe rivalutato di 20 miliardi di euro.
 
Migliorare materiali e prestazioni risulta indispensabile per ottimizzare gli interventi, così come agire sulla formazione degli operatori sui temi del green building. In futuro, infatti, più che consumare energia, gli edifici la produrranno, rendendosi attivi e autosufficienti. Entro il 2050, le emissioni di CO2 nell’edilizia dovranno essere ridotte dell’80% (Energy Roadmap 2050), dal 2019 i nuovi edifici pubblici e dal 2021 tutte le altre nuove costruzioni dovranno essere ad energia quasi zero (nearly Zero Energy Building – nZEB). In futuro, infatti, più che consumare energia, i nostri edifici la produrranno, rendendosi attivi e autosufficienti. 
 
Tra il 2014 e il 2017 le aziende del settore costruzioni che hanno investito in prodotti e tecnologie green sono state oltre 34.000, il 20,8% del totale delle imprese. L’Italia è l’unico, fra i big europei, ad aver aumentato tra il 2012 e il 2016 il numero di richieste di marchio UE nel settore “materiali da costruzione” con un +7,3%; contro -13,4% della Germania e -37,7% della Francia.
 
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