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URBANISTICA

Mobilità urbana e logistica tra i temi della Rassegna Urbanistica Nazionale

di Rossella Calabrese

La proposta: una pianificazione calibrata sul ‘funzionamento’ dello spazio urbano

Vedi Aggiornamento del 19/03/2019
15/01/2019 - Dare conto delle innovazioni e dei cambiamenti che attraversano la pianificazione e il governo del territorio nel nostro Paese. È questo l’obiettivo, sia sul versante dell’esposizione dei progetti che degli incontri di approfondimento, della Rassegna Urbanistica Nazionale “Mosaico Italia: raccontare il futuro” organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) a Riva del Garda dal 3 al 6 aprile prossimi.
 
Quella che stiamo vivendo - spiega l’INU - è infatti una fase storica caratterizzata da rapidissime trasformazioni che è inevitabile si ripercuotano anche in questo settore. Alcune, significative per molti aspetti tra cui l’impatto economico, riguardano gli aspetti dello spostamento delle persone e delle merci.
 
L’INU se ne occupa attraverso la Community “Mobilità urbana e logistica”, coordinata da Mauro D’Incecco, secondo cui è importante che questi temi siano approfonditi in un evento come la Rassegna Urbanistica nazionale: “la mobilità e la logistica, alla luce dei rinnovati obiettivi globali e locali di sostenibilità ambientale e finanziaria, assumono sempre maggior importanza e trovano punti di contatto nella programmazione di azioni settoriali innovative che hanno come contesto le città. Se la logistica, intesa come supply chain, mantiene la sua centralità nei processi produttivi aziendali, l’esponenziale crescita dell’e-commerce impone, alla distribuzione, spedizioni e consegne veloci ed economiche, ancorché gratuite”.
 
D’Incecco come esempio degli effetti della ‘nuova’ logistica sulla pianificazione chiama in causa la cosiddetta logistica dell’ultimo miglio: “Assistiamo allo sviluppo di nuove forme di city logistics. All’origine, i conflitti tra distribuzione delle merci e mobilità urbana, che come esito producono l’evidente congestione della rete infrastrutturale locale, venivano affrontati con la regolamentazione degli accessi nelle aree più centrali delle città (come ad esempio le ben note ZTL)”.
 
“Oggi la distribuzione delle merci nell’ultimo miglio può contare su attrezzature per l’infomobilità più evolute, che consentono la prenotazione della sosta per il carico/scarico, su mezzi tecnologicamente avanzati, anche driver less, e su un rinnovato parco veicolare economico e ad impatto ambientale basso o nullo, come nel caso della cycle logistics. Ma questa evoluzione necessita di una pianificazione integrata con le scelte urbanistiche e per la mobilità urbana: occorre ripensare gli standard urbanistici anche come dispositivi per la logistica distributiva e le infrastrutture ciclabili come spazi dedicati alla movimentazione, sia delle persone, sia delle merci, assicurando condizioni di sicurezza”.
 
D’Incecco conclude con una riflessione che riguarda il raccordo tra la pianificazione di settore e la pianificazione urbanistica. Si tratta del concetto di ‘agglomerazione urbana’ ripreso nei Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile. Attraverso i PUMS si rafforza l’idea di una pianificazione calibrata sulla reale dimensione di ‘funzionamento’ dello spazio urbano, svincolandola dai limiti amministrativi ed evocando intese interistituzionali a scala intercomunale finalizzati al perseguimento di obiettivi condivisi.
 
“La vera innovazione dei PUMS è nel superamento delle separazioni: le amministrazioni comunali devono allearsi per far fronte a problemi comuni, come la movimentazione delle persone e delle merci, ma anche per definire scelte urbanistiche che determinano le conseguenti esigenze di spostamento”.
 
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