Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Coronavirus, il datore di lavoro non sarà sempre ritenuto responsabile del contagio
SICUREZZA Coronavirus, il datore di lavoro non sarà sempre ritenuto responsabile del contagio
AMBIENTE

Archeologia industriale del cuore, i luoghi che vogliono rivivere

di Paola Mammarella

Ex miniere, fabbriche e opere di ingegneria custodiscono la storia di centinaia di lavoratori ma hanno ancora molto da offrire

Commenti 1212
11/02/2019 – Fabbriche, opere di ingegneria e centri di produzione che hanno condizionato l’economia delle zone in cui si trovano, dando lavoro a molte persone. Oggi in molti casi sono abbandonati o in rovina, ma c’è chi crede che abbiano ancora tanto da offrire e raccontare.
 
Qui scopriamo una piccola selezione dei luoghi del cuore tutelati dal Fondo Ambiente Italiano (FAI).
 

Tonnara del Secco, San Vito lo Capo – Trapani

È stata attiva dal Quattrocento fino agli anni Sessanta. Poi, data la sua posizione a picco sul mare, la struttura è stata venduta all’azienda turistica Valtur e ha fatto da set alla serie tv “Il Commissario Montalbano” e al film “Cefalonia”. Oggi è abbandonata.
 Foto: Fondo Ambiente Italiano
 

Miniere di Montevecchio, Arbus - Medio Campidiano

Il complesso, formato da cantieri e da un centro direzionale, è stato attivo dal 1848 al 1991. È stato uno dei più importanti siti minerari in Italia per l’estrazione di piombo e zinco. Alcuni edifici sono stati trasformati in musei. Nel sito è presente anche un percorso sotterraneo, la Galleria Anglosarda.
 Foto: Fondo Ambiente Italiano
 

Canale Navile, Bologna

Costruito tra la fine del 1100 e l'inizio del Duecento, testimonia l'esistenza di un sistema idrico artificiale, utilizzato per diversi secoli come via del commercio tra Bologna, Ferrara e Venezia, di cui oggi resta qualche chiusa. Nonostante il Comune abbia realizzato dei percorsi ciclo-pedonali lungo i canali, il percorso fluviale necessita di attività di manutenzione.
 Foto: Fondo Ambiente Italiano
 

Ex zuccherificio Eridania di Villanova, San Bonifacio – Verona

Lo stabilimento, costruito in cotto veneto, iniziò la sua attività agli inizi del Novecento in una zona che all’epoca aveva sviluppato la coltivazione delle barbabietole da zucchero. Oggi l’edificio è in stato di degrado.
  Foto: Fondo Ambiente Italiano
 

Saline Conti Vecchi, Assemini – Cagliari

È la salina più longeva della Sardegna, tuttora in attività.  Grazie ad un progetto di FAI e Syndial, società di Eni che fornisce servizi integrati nel campo del risanamento ambientale, alcuni locali ospitano allestimenti degli anni Trenta che raccontano la storia del sito.
  Foto: Fondo Ambiente Italiano
 

Ponte Tura e la Steccaia, Grosseto

Realizzata nel 1914, è l'opera idraulica più importante della bonifica della Maremma. Il suo ruolo è quello di “turare” l'ingresso dell'acqua dell'Ombrone nel Canale Diversivo e di regolamentarne l'afflusso tramite appositi macchinari e un complesso sistema di chiuse e cateratte.
 Foto: Fondo Ambiente Italiano
 

Kleine Berlin, Trieste

Il suo nome significa “Piccola Berlino” ed è il più esteso complesso di gallerie antiaeree sotterranee, risalenti alla seconda guerra mondiale, ancora esistente e visitabile.
 Foto: Fondo Ambiente Italiano
 

Ex tonnara di San Giorgio, Gioiosa Marea – Messina

Ridotta ad un rudere, è al centro di intricate vicende legali e burocratiche, che le stanno impedendo di rinascere come complesso turistico o museo del mare.
 Foto: Fondo Ambiente Italiano
 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui