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I rivestimenti PREFA esaltano l’architettura del salone di Bellezza di Livo

di PREFA

Le scaglie in alluminio e la non linearità mutuata dall’aspetto delle rocce circostanti, contraddistinguono l’involucro del salone di bellezza del piccolo centro trentino

13/02/2019 - Claudio Conter, fondatore dello studio di architettura e design Atelier o7 a Milano, con una filiale a New York, si è ispirato alle catene montuose che circondano la valle di Livo, in provincia di Trento, per progettare il salone di bellezza della cugina Arianna Conter. La stravaganza dell’edificio si irradia e si fonde con il paesaggio, come se ne fosse parte integrante.
 
Il tratto distintivo di questo edificio, concepito dall’architetto milanese Claudio Conter, è l’assenza di ortogonalità: non c’è una parete che rispetti un angolo di 90 gradi. Il tetto si restringe procedendo verso il retro e si allarga venendo in avanti, il che conferisce una maggiore ampiezza alla vetrata. “Volevamo che la struttura s’inserisse nel paesaggio”, sottolinea Claudio Conter, fondatore dello studio di architettura e design Atelier o7, “ed abbiamo perseguito questo obiettivo articolando la copertura con inclinazioni varie, proprio come il Monte Pin, che si vede sullo sfondo. In questo modo l’immobile si armonizza tanto con il contesto urbano del centro storico quanto nel paesaggio montano del Trentino.“

Da Milano a New York: un viaggio sorprendente.
Dieci anni dopo aver aperto il suo studio di architettura e design a Milano nel 2005, Claudio Conter ha fatto il grande passo oltreoceano, inaugurando nel 2015 uno studio anche a New York. Le ispirazioni provenienti dagli Stati Uniti confluiscono anche nei progetti realizzati in patria.

“Il punto di partenza è stato il nostro studio a Milano” spiega l’Arch. Conter “dove abbiamo sostenuto e realizzato grandi progetti architettonici. New York ci apre nuovi mondi e altri mercati. È un luogo straordinario per trovare idee e ispirazioni», spiega Conter. «A New York si punta molto sull’estetica e i requisiti in fatto di qualità dei progetti architettonici sono molto alti», afferma l’architetto italiano, che del modo di lavorare americano apprezza la professionalità con cui si affrontano i processi e il quality management.

L’estetica è un “affare di famiglia”
Al progetto di Livo, Conter è legato personalmente poiché la committente è stata sua cugina Arianna Conter, che per il suo salone di bellezza cercava un’idea unica e stravagante. «Qualcosa di moderno», racconta Conter, «per questo ha chiesto a me di realizzare questo progetto e abbiamo sviluppato insieme l’idea». Punto di partenza era un edificio preesistente da ristrutturare e ampliare. Rispetto all’edificio esistente, in un primo momento era stato ipotizzato un intervento dal carattere minimalista, che non fosse troppo appariscente, dato che l’edificio originario era già di per sé imponente. In corso d’opera, le cose sono cambiate e il progetto si è evoluto prevedendo la realizzazione di una struttura più grande, simile a un guscio, sull’edificio già esistente.

La forza, l’imponenza e il colore della roccia come fonte di ispirazione
L’edificio si sviluppa in armonia con il paesaggio e con le catene montuose adiacenti, come se fosse parte di essi. Le pendenze del tetto sono state articolate in maniera variegata tra loro, prendendo a modello il Monte Pin sullo sfondo. In questo modo l’edificio si inserisce perfettamente sia nel centro storico, sia nel paesaggio montano. Per questo non vi sono pareti con angoli di 90 gradi, per imitare l’irregolarità dei profili montuosi. Il tetto diventa sempre più stretto procedendo verso la parte posteriore e più largo verso la parte anteriore e ciò conferisce maggiore spazio alla vetrata frontale. Per il tetto e la facciata è stato scelto il colore grigio pietra, il colore delle catene montuose, a rafforzare questo concetto.

Le scaglie 44 di PREFA si sono rivelate il rivestimento ideale per il tetto e le facciate, adattandosi alla perfezione alle esigenze architettoniche. A causa della non linearità dell’edificio la posa delle scaglie ha rappresentato una grande sfida, perché il tetto e la facciata dovevano essere un tutt’uno. L’installazione senza saldature delle scaglie PREFA ha permesso di concretizzare al meglio l’idea di uniformità e coerenza che l’architetto Conter aveva pensato per l’involucro, simile a una seconda pelle, come un guscio che avvolge l’edificio e si estende sul dorso delle montagne.

Una vera sfida
Per la posa in opera l’architetto ha chiamato il lattoniere Adriano Busetti, titolare in seconda generazione dell’azienda di famiglia. «La posa delle scaglie del tetto è stata una vera sfida perché qui non abbiamo a che fare con un tetto convenzionale. Ciò nonostante, con l’aiuto di PREFA, siamo riusciti a realizzare l’idea estetica dell’architetto», spiega Adriano Busetti. «La scaglia 44 di PREFA è l’elemento di grande formato, ideale per attuare il passaggio fra tetto e facciata in modo fluido, con facilità e velocità di posa», spiega e aggiunge «Data l’assenza di ortogonalità nell’edificio si è trattato di un lavoro molto impegnativo, di cui ho disegnato a mano ogni singolo dettaglio del pano di posa.»

In montagna anche la resistenza alle intemperie riveste un ruolo di primo piano. I prodotti PREFA presentano un’alta sicurezza ai carichi di vento. Il fatto che ogni singolo elemento del tetto e della facciata sia ancorato agli elementi contigui e fissato con graffette assicura la tenuta anche in caso di tempeste con una forza del vento di 235 km/h.

PREFA ITALIA su Edilportale.com
 

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