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LAVORI PUBBLICI

Illeciti professionali, alle PA più potere di valutazione ed esclusione dalle gare

di Paola Mammarella

Legge ‘Semplificazioni’: le modifiche al Codice Appalti che anticipano le richieste della Commissione Europea

15/02/2019 – Le Pubbliche Amministrazioni avranno più autonomia nella valutazione degli illeciti professionali commessi da professionisti e imprese che partecipano ad una gara e più libertà nel decidere se far scattare l’esclusione dalle procedure. È la novità introdotta dalla Legge “Semplificazioni” (L. 12/2019) nel Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).
 

Illeciti professionali, come ha funzionato l’esclusione fino ad ora

Il Codice Appalti del 2016 ha finora limitato questa possibilità ai casi gravi definitivamente accertati, cioè confermati con sentenze o altri atti amministrativi non più impugnabili.
 
Questo significa che, fino alla conclusione del processo, o in caso di vittoria della causa, le Stazioni Appaltanti non hanno potuto escludere il professionista o l’impresa. In questi casi, le Stazioni appaltanti non sono state libere di procedere all’esclusione anche se in possesso di informazioni o prove in gradi di dimostrare la presenza di una violazione o di un illecito.
 

Illeciti professionali, alle PA più libertà di esclusione

La modifica introdotta dalla Legge “Semplificazioni” all’articolo 80 del Codice Appalti parte da un presupposto: le Stazioni Appaltanti devono essere libere di decidere se escludere dei partecipanti in base agli accertamenti condotti, senza aspettare la sentenza di un tribunale. 
 
La nuova impostazione del Codice si allinea ed anticipa le richieste formulate dalla Commissione Europea con la lettera di messa in mora, che ha contestato all’Italia una norma diversa in molti punti dalle direttive comunitarie sui contratti pubblici.
 
Ad alcuni operatori del settore questa maggiore discrezionalità però non piace perché credono che, data la presenza di un alto numero di enti appaltanti, potrebbe generare maggiore caos.
 
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