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Infrastrutture, Corte dei Conti: ‘patrimonio inadeguato e difficoltà a progettare’
LAVORI PUBBLICI

Infrastrutture, Corte dei Conti: ‘patrimonio inadeguato e difficoltà a progettare’

di Paola Mammarella

La situazione potrebbe peggiorare con il vuoto di organico in arrivo con ‘Quota 100’. Anche la BEI segnala difficoltà a operare in Italia

19/02/2019 – Il patrimonio infrastrutturale italiano è inadeguato al suo sistema economico e produttivo. L’Amministrazione non riesce a progettare le opere pubbliche in modo efficace e si generano ritardi, tanto che anche la Banca europea degli investimenti (BEI) ha segnalato la difficoltà di operare in Italia.
 
È questo il quadro tracciato da Alberto Avoli, procuratore generale della Corte dei Conti, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Una situazione che potrebbe aggravarsi per la riduzione degli investimenti e la carenza di personale che “Quota 100” starebbe per generare.
 

Infrastrutture, rischia di crescere il gap con gli altri Paesi

“Il nostro Paese – si legge nella relazione di Alberto Avoli - non dispone di un patrimonio infrastrutturale adeguato al suo sistema economico e produttivo. Si tratta di una realtà incontrovertibile che incide negativamente anche sulla qualità della vita dei cittadini.
 
Secondo Avoli, la mancanza di congrui investimenti al riguardo rischia di accrescere ulteriormente il gap economico e produttivo con gli altri Paesi, non solo facendo perdere competitività all’Italia ma determinando anche un peggioramento delle condizioni sociali delle comunità.
 
“In ogni caso - continua Avoli - si perdono occasioni importanti per potenziare quella ricchezza nazionale che è fondamentale per recuperare il disavanzo dei bilanci pubblici senza ricorrere all’aumento della pressione fiscale ovvero all’incremento del debito o ancora a misure straordinarie di prelievo”.
 
I recenti assetti di bilancio, spiega Avoli, sembrano andare verso una politica riduttiva degli investimenti, ma è auspicabile che si tratti di un ridimensionamento solo temporaneo.
 

Infrastrutture, il problema dei ritardi e delle incompiute

Avoli ha illustrato i risultati di numerose indagini sui lavori pubblici dai quali è emerso un tratto comune: il ritardo e il mancato rispetto della tempistica prevista. Un problema che va dal più piccolo allestimento dell’arredo urbano in un giardino alla realizzazione di una strada.
 
Dalle indagini è emersa la difficoltà delle Amministrazioni a progettare e realizzare gli interventi con la doverosa tempestività, ma anche la frequente incapacità di definire le modalità ed i costi di gestione dell’opera.
 
Ci sono inoltre casi di investimenti per interventi non conclusi, ovvero per opere pubbliche realizzate e mai utilizzate.
 
Si crea così il fenomeno delle “incompiute”, opere progettate, appaltate e cantierate, ma poi abbandonate a sé stesse, dimenticate per incuria, errate valutazioni progettuali, contenziosi e interruzione dei finanziamenti.
 

Progettazione, per la Corte dei Conti è inadeguata

A parere di Avoli, “la rigidità dei progetti può causare seri ostacoli nella fase realizzativa”, soprattutto se la realizzazione delle opere, sviluppandosi in un lungo arco di tempo, si accompagna al mutamento del quadro tecnologico ed a sopraggiunte diverse esigenze economiche e sociali.
 
Un altro problema sottolineato nella relazione riguarda le progettazioni affidate all’esterno senza che, nel conferimento dell’incarico, l’amministrazione abbia espressamente chiarito i parametri e gli obiettivi di interesse pubblico che vuole raggiungere e senza che successivamente vi sia un’attenta opera di asseverazione accompagnata da un’opportuna analisi costi-benefici.
 

Infrastrutture, la situazione italiana potrebbe peggiorare

Se da una parte la Banca europea degli investimenti (BEI) non ritiene facile operare in Italia perché nella Pubblica Amministrazione mancano tecnici competenti, a scapito della capacità di spesa, le scelte politiche dell’ultimo periodo preoccupano la Corte dei Conti.
 
Con “Quota 100”, che facilita i percorsi di pensionamento del personale, l’organizzazione degli uffici potrebbe risultare difficile. La Corte dei Conti conserva l’ottimismo. Nella sua relazione Avoli afferma che i vuoti che si creeranno “costituiscono una occasione unica da non perdere per promuovere il ricambio generazionale nei quadri pubblici con l’immissione in ruolo di risorse portatrici di professionalità specifiche, maggiormente aperte all’innovazione dei processi di gestione e al corretto utilizzo delle tecnologie”.
 
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