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LAVORI PUBBLICI

Poli innovativi per l’infanzia, il Miur fa dietrofront sui concorsi di idee

di Alessandra Marra
Commenti 1482

I 60 Comuni beneficiari dei 150 milioni di euro provvederanno alla progettazione. La Puglia predispone organicamente i concorsi

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13/02/2019 – Saranno i Comuni ad occuparsi della progettazione dei ‘poli innovativi per l’infanzia’ e non più, come inizialmente previsto, il Ministero dell’Istruzione e dell’Università (Miur) con un concorso nazionale di progettazione.
 
Il dietrofront del Miur è passato in sordina perché annunciato dal Ministero nel corso di un incontro, tenutosi lo scorso settembre, tra i responsabili ministeriali della misura e i rappresentanti dei Comuni selezionati dalle Regioni. I Comuni, quindi, oltre a dover deliberare la cessione delle aree all’INAIL (che finanzia tutto il programma e poi, a regime, percepirà i canoni di locazione dal ministero), dovranno occuparsi della progettazione esecutiva degli interventi.
 

Poli innovativi per l’infanzia: nessun concorso di progettazione nazionale

Il Miur ha giustificato la decisione di non occuparsi di un concorso di progettazione nazionale con obiettivi di velocità visto che in questo modo non si dovrà attendere l’iter di una procedura ministeriale per tutti i Poli selezionati. L’obiettivo del Miur è, infatti, di chiudere tutto il programma nell’arco di tre anni.
 
La decisione di non bandire un concorso nazionale, pur potendo consentire di ridurre i tempi, accentra maggior potere nei Comuni che gestiranno la progettazione come meglio credono.
 
Le amministrazioni comunali, per poter ridurre i tempi, potrebbero non scegliere la formula del concorso di progettazione, avvalendosi dei tecnici comunali o di progettisti esterni individuati attraverso una gara d’appalto.
 

Poli innovativi: la storia dell’iniziativa  

Ricordiamo che i poli innovativi per l’infanzia (edifici innovativi, sia dal punto di vista tecnologico che didattico, per l’istruzione ai bimbi da 0 a 6 anni) sono stati previsti dal Dlgs 65/2017 attuativo della Legge per la Buona Scuola che predispone un finanziamento Inail da 150 milioni di euro per il triennio 2018/2020 per la loro costruzione mentre il Miur si farà carico dei canoni di locazione da versare all’Inail.
 
I 150 milioni di euro sono stati ripartiti tra le Regioni che, dopo aver attivato i bandi per la selezione delle aree comunali, hanno trasmesso al Ministero i siti selezionati. 
 
Se non avesse ‘cambiato la procedura’, il Miur avrebbe dovuto (con una procedura simile a quella del concorso ‘Scuole Innovative’) bandire un concorso di idee che avrebbe decretato i primi tre classificati. Solo successivamente i Comuni proprietari delle aree oggetto di intervento avrebbero potuto affidare i successivi livelli di progettazione ai vincitori del concorso.
 

Poli per l’infanzia innovativi: la Puglia pronta a partire

A fronte della modifica voluta dal Miur, la Regione Puglia, partendo da una riflessione sul tema dell’importanza degli spazi destinati all’educazione e all’istruzione, si è fatta carico dell’esigenza di non consegnare la realizzazione dei Poli alle ordinarie procedure di progettazione e ha colto questa occasione per allargare il confronto, coinvolgendo università, ordini professionali, professionisti della didattica, in modo da rendere queste prime realizzazioni dei “casi guida”, che possano costituire un modello anche per il futuro.
 
Per questo la Regione ha stipulato, come ha evidenziato il consigliere Enzo Colonna (uno dei promotori dell’iniziativa), un protocollo d’intesa con i tre comuni selezionati (Altamura, Bari e Capurso), finalizzato ad assicurare un’elevata qualità progettuale dei nuovi Poli e a favorire la più ampia partecipazione nella fase di ideazione degli interventi, mediante il ricorso allo strumento del concorso di progettazione, che ciascuno dei tre comuni dovrà bandire e svolgere seguendo le linee guida approvate dalla deliberazione.
 
Il protocollo sottoscritto disciplina puntualmente gli impegni degli Enti coinvolti. In particolare, la Regione si occuperà di:
- fornire supporto tecnico-giuridico ai comuni in tutte le fasi del concorso di progettazione e in particolare nella predisposizione del bando di concorso a partire dalla redazione di uno schema-tipo;
- coordinare l’iniziativa e collaborare con le amministrazioni comunali nell’organizzazione dell’incontro di presentazione dei bandi di concorso, della mostra degli elaborati, della diffusione dei risultati anche attraverso la pubblicazione di un volume contenente il racconto delle esperienze;
- divulgare con opportuni strumenti (sito web, mostra, pubblicazione) l’intera iniziativa;
- fornire un contributo finanziario di 70 mila euro per ciascun comune (del bilancio autonomo regionale) per le spese relative al concorso di progettazione dei tre Poli e alle connesse attività divulgative.
 
I comuni, a loro volta, si impegneranno a:
- bandire il concorso di progettazione nel rispetto della normativa vigente, delle “linee guida” e del bando-tipo approvato dalla Regione;
- concludere le procedure concorsuali entro 6 mesi dalla firma del protocollo;
- raccogliere e consegnare alla Sezione regionale “Istruzione e Università” copia di tutta la documentazione progettuale;
- aggiornare costantemente la Regione in ordine alla successiva fase di realizzazione dell’opera.
 
Sulla base dei progetti vincitori, che dovranno essere poi sviluppati sino a livello esecutivo, i Poli per l’infanzia saranno materialmente realizzati a cura e spese dell’INAIL.
 
© Riproduzione riservata

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