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PROFESSIONE

Equo compenso, ecco come il Lazio intende garantirlo

di Paola Mammarella

Dettate le istruzioni per le Amministrazioni: determinare i compensi sulla base del DM Parametri ed evitare le clausole vessatorie

Vedi Aggiornamento del 14/02/2019
08/02/2019 – Passi avanti per il riconoscimento dell’equo compenso nel Lazio. La Giunta Regionale ha approvato una delibera contenente una serie di indirizzi per gli Uffici regionali e gli Enti dipendenti della Regione che intendono bandire gare per acquisire servizi professionali.
 

Equo compenso, gli indirizzi della Regione Lazio

Le Amministrazioni, si legge nella delibera, dovranno determinare i compensi nel rispetto del Decreto Fiscale (Legge 172/2017). Ricordiamo che il decreto fiscale ha previsto che i professionisti ricevano un compenso proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto e che, successivamente, la legge di Bilancio 2018 ha chiarito che un compenso, per essere considerato equo, deve essere obbligatoriamente determinato sulla base del Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016).
 
Nella predisposizione delle gare, continua la delibera, si dovranno evitare le formule che scoraggino i ribassi eccessivi, i criteri di valutazione che possano favorire la prestazione di servizi aggiuntivi a titolo gratuito e l’inserimento di clausole vessatorie.
 

Compensi dei professionisti, le altre iniziative regionali

A livello regionale si contano anche altre iniziative per la tutela dei compensi dei professionisti. La Sicilia, con una delibera analoga a quella del Lazio, ha fornito agli Assessorati regionali alcuni indirizzi per il rispetto dell’equo compenso nella predisposizione delle gare.
 
Ma le Regioni intendono assicurare che i professionisti siano sempre pagati, anche quando svolgono incarichi per conto di soggetti privati. La Sicilia ha intrapreso un’iniziativa per vincolare il certificato di agibilità all’autocertificazione dell’avvenuto pagamento del progettista e del direttore dei lavori.
 
In Calabria una legge approvata la scorsa estate prevede che l’istanza di autorizzazione sia corredata dalla lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente e che l’Amministrazione, prima di concedere il permesso, acquisisca l’autocertificazione attestante il pagamento delle spettanze da parte del committente.
 
Riproponendo gli stessi contenuti della Calabria, anche Campania e Piemonte si sono allineati alla richiesta di tutela dei professionisti nei confronti della committenza privata.

Più ambiziosa la Basilicata, che con una legge approvata a fine 2018 obbliga non solo i privati, ma anche le Pubbliche Amministrazioni al pagamento dei professionisti. La norma, oltre a subordinare il rilascio dei permessi al pagamento dei compensi, prevede che, per le prestazioni svolte per conto della PA, la chiusura delle procedure tecnico-amministrative sia subordinata all’approvazione degli atti relativi al pagamento delle spettanze dei professionisti incaricati.
 

Obbligo di pagamento dei professionisti, le proposte a livello nazionale

Ricordiamo che, a livello nazionale, i geomobilitati hanno chiesto di quantificare l'equo compenso e completare la sua applicazione anche nei rapporti con la committenza privata.

La Federazione Architetti Ingegneri Liberi Professionisti (FNAILP) a fine estate ha annunciato la presentazione di una proposta di legge per abolire il Decreto Bersani, rafforzare l’equo compenso e obbligare i committenti a pagare i professionisti.

In autunno è stato proposto di inserire nella legge di Bilancio 2019 una norma per bloccare l’attività edilizia in mancanza dei documenti che comprovino il pagamento dei progettisti secondo le norme sull’equo compenso. La proposta non è andata a buon fine, ma il Governo ha promesso provvedimenti ad-hoc entro maggio 2019.

Durante la discussione del ddl Semplificazioni il Governo ha tentato, senza successo, di inserire nel testo un emendamento che vietasse alle Pubbliche Amministrazioni di conferire incarichi professionali il cui compenso non fosse proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto. È stato invece approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare l'opportunità di garantire ai liberi professionisti di incassare il compenso pattuito per le prestazioni professionali rese alla committenza privata per tutti gli interventi regolamentati dal Testo Unico sull'edilizia.

 
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