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PROFESSIONE

Gare di progettazione, CdS ribadisce: ‘i progettisti possono lavorare gratis’

di Paola Mammarella
Commenti 5543

I giudici danno di nuovo ragione al Comune di Catanzaro che ha bandito una gara per redigere il piano strutturale senza prevedere alcun compenso

Vedi Aggiornamento del 06/03/2019
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27/02/2019 – I progettisti possono fare a meno del compenso per lo svolgimento della loro attività. Lo ha ribadito per la seconda volta il Consiglio di Stato, che ha di nuovo ribaltato il giudizio del Tar sulla tutela dell’equo compenso e sul pagamento in visibilità per il professionista.
 

Catanzaro e il piano strutturale gratis

Al centro del contenzioso torna, dopo tre anni, il caso del Comune di Catanzaro, che nel 2016 bandì una gara per il conferimento di incarichi professionali a titolo gratuito, volti alla selezione dello staff di progettisti esterni per la redazione del Piano Strutturale Comunale. Si tratta di una delle componenti del Piano regolatore generale (PRG) che, lo ricordiamo, si articola in piano strutturale, piano operativo e regolamento urbanistico.
 
Per questo incarico, il Comune stabilì il compenso simbolico di 1 euro e un rimborso spese di 250mila euro, in cui era compreso anche il costo dell’assicurazione professionale.
 
Gli Ordini professionali, indignati, presentarono e vinsero il ricorso al Tar. Ma l’euforia durò poco. Il Consiglio di Stato ribaltò infatti la situazione dando ragione al Comune. All’epoca i giudici affermarono che l’obbligo di stipulare un contratto a titolo oneroso, prescritto dal Codice Appalti (D.lgs. 50/2016), è rispettato ogni volta che è previsto il compenso. Ma il compenso non deve essere necessariamente di tipo finanziario. L’importante è che ci sia un’utilità economica, come la visibilità ottenuta grazie all’incarico.

L'incarico venne quindi affidato all'unica società che, accettando le condizioni del bando, aveva partecipato alla selezione.
 

Piano strutturale gratis, nuovo via libera del Consiglio di Stato

Sempre nel 2016, un ingegnere meccanico presentò un altro ricorso lamentando di essere stato escluso perché il bando non riconosceva l’equipollenza tra la sua laurea e quelle in pianificazione urbanistica e territoriale o in architettura o in ingegneria civile richieste per candidarsi.
 
Nel ricorso, l’ingegnere aveva impugnato anche la clausola che prevedeva lo svolgimento dell’incarico a titolo gratuito.
 
Ad agosto 2018, il Tar Calabria, con la sentenza 1507/2018, ha dato ragione all’ingegnere affermando che non sempre la visibilità ottenuta con lo svolgimento di un incarico può essere assimilata all’equo compenso, cui ogni professionista ha diritto.
 
Anche in questo caso, il Consiglio di Stato con la sentenza 1215/2019, pubblicata nei giorni scorsi, ha ribaltato la situazione, dando ragione al Comune di Catanzaro. Durante il giudizio, il Comune ha dovuto bloccare lo svolgimento dell'incarico, che ora continuerà regolarmente come deciso nel 2016.
 
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Altri commenti
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incazz nero

Siamo alle solite. Ben due volte il CdS ha dato ragione a chi vuole i progettisti alla fame ed alla mercé del politico di turno che dispensa favori come un principe medievale. Ma i giudici del CdS hanno almeno LETTO le direttive dall'ANAC che dicono che gli appalti gratis sono ingiusti e non trasparenti? Ma tranquilli, ai professionisti prima si dice che devono progettare gratis, poi se la follia di questo governo va in porto, si dice che non devono progettare proprio perché ci sarà un bel carrozzone statale fatto di quattro impreparati ed incompetenti dipendenti pubblici, timorosi di assumersi la benché minima responsabilità, ma paragi e dotati di tutti i privilegi e diritti dei dip. pubblici a formare una bella "centrale unica di progettazione". E noi progettisti che da anni ci sbattiamo, lavoriamo, paghiamo gabelle e gabelle (tipo l'inutilissima formazione continua) staremo a guardare, a morire di fame ... Ah, no! magari poi ci diranno graziosamente che possiamo avere il reddito di nullafacenza, ma solo se dimostriamo che non sappiamo usare il congiuntivo!

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roberto miniero, architetto

meno male che l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro! già, ma forse la progettazione è un hobby...

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Ing Prato

E questi giudici invece quanto guadagnano? Quanto prendono al mese dei nostri soldi che paghiamo di tasse? Perchè non lavorano loro gratis ? Una testata giornalistica che si rispetti a questo punto dovrebbe fare un articolo dove si pubblicano gli emolumenti di questa categoria che spara sentenze sul lavoro altrui. Credo che il Governo e il Parlamento debbano veramente metter mano a una riforma seria sulla giustizia e sulle carriere dei dipendenti pubblici di questo settore (giudici, magistrati ecc...) perchè siamo giunti veramente all'assurdo ! Chi può emigri all'estero, qui c'è solo posto per questi signori, mantenuti e pasciuti a spese di chi lavora.


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