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PROFESSIONE

Lazio, saranno negate le autorizzazioni a chi non paga il progettista

di Paola Mammarella
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In fase di discussione la proposta di legge regionale per la tutela delle prestazioni professionali

Vedi Aggiornamento del 04/04/2019
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13/02/2019 - Negare i permessi ai committenti che non pagano i progettisti e garantire l’applicazione dell’equo compenso nelle gare. Sono i contenuti della proposta di legge 69/2018 “Disposizioni in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali”, allo studio del Consiglio regionale del Lazio.
 

No al permesso se non si paga il progettista

Analogamente alle norme già approvate in Calabria, Campania, Piemonte e Basilicata, la proposta di legge prevede che l’istanza di autorizzazione sia corredata dalla lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente e che l’Amministrazione, prima di concedere il permesso, acquisisca l’autocertificazione attestante il pagamento delle spettanze da parte del committente.
 

Equo compenso, indirizzi per gli Uffici regionali

L’articolo 2 del ddl regionale stabilisce inoltre che la Regione, gli enti strumentali e le società controllate garantiscano, nell’affidamento e nell’esecuzione degli incarichi conferiti ai professionisti, il diritto all’equo compenso e il contrasto alle clausole vessatorie.
 
In realtà, la Giunta regionale ha già approvato la delibera con gli indirizzi per gli uffici che intendono bandire gare per acquisire servizi professionali.
 

Tutela dei professionisti, ddl in fase di definizione

Il testo del disegno di legge regionale non può essere considerato definitivo. Sono infatti in corso le audizioni con i rappresentanti dei professionisti per apportare aggiustamenti al testo.
 
Il Coordinamento libere associazioni professionali (Colap) e Confprofessioni, ad esempio, hanno chiesto che le disposizioni siano estese a tutti i professionisti, non solo a quelli iscritti in Ordini, Albi e Collegi.
 

Tutela delle prestazioni professionali ‘strumento per far fronte alla crisi’

Eleonora Mattia, consigliera Pd, presidente della Commissione Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità e promotrice della proposta di legge ha reso noto che la norma, nei limiti delle competenze regionali, intende garantire l’equo compenso e far fronte alla crisi economica del Paese che non ha risparmiato i liberi professionisti.
 
“Troppo spesso purtroppo – ha dichiarato la consigliera Mattia, pur di lavorare i liberi professionisti sono stati costretti a subire concorrenze al ribasso e ad accettare clausole vessatorie a discapito dell’opera professionale prestata”.
 
© Riproduzione riservata

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