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URBANISTICA

Rilancio edilizia, Cappochin a Governo: ‘serve una politica coraggiosa’

di Alessandra Marra

La ricetta degli Architetti: rendere strutturale la manutenzione ordinaria e straordinaria e rigenerare le periferie

Vedi Aggiornamento del 14/02/2019
04/01/2019 – “Per far ripartire l’edilizia serve una politica coraggiosa che inauguri una nuova stagione basata su interventi destinati alla manutenzione strutturale, alla trasformazione e alla rigenerazione delle città che sono i luoghi dove si produce ricchezza”.
 
A dichiararlo Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in occasione dell’iniziativa “Infrastrutture e recupero urbano della città” organizzato a Milano dalla FENEALUIL.
 

Rilancio edilizia: la ricetta degli Architetti

Cappochin ha sottolineato che bisogna ripartire dalla riqualificazione urbana perché “le città sono caratterizzate da profondi processi di concentrazione e di crescita urbana, in competizione, da una parte, con i sistemi urbani europei e mondiali, dall’altra con le diverse anime territoriali del Paese”.
 
Il Presidente degli Architetti ha aggiunto: “Va sottolineato che - secondo i dati del Cresme -  il mercato delle costruzioni è oggi costituito prevalentemente da una domanda di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio esistente che rappresenta il 74% del valore della produzione delle costruzioni: dei  quasi 4,1 milioni di cantieri in essere nel 2017, 46mila erano relativi a nuove costruzione residenziale; 23mila a nuove costruzioni non residenziali; 51mila ad ampliamenti residenziali e 25mila a quelli non residenziali; 54mila alle opere pubbliche; e ben 3,9 milioni di cantieri erano relativi ad interventi di manutenzione estetica o strettamente funzionale”.
 
“E’ in questo settore - sottolinea Cappochin - che, invece, si deve pensare in grande: la manutenzione deve, infatti, essere strutturale e riguardare intere parti di città, a partire dalle periferie e dalle zone più deboli, indirizzandovi i prossimi fondi strutturali europei ed utilizzando politiche fiscali, incentivi e nuovi modelli normativi. Lo stesso approccio strategico serve per il sistema infrastrutturale: il Paese ha bisogno di un Piano che affronti il problema della qualità delle infrastrutture esistenti e della loro innovazione”.
 
“Tutto ciò sarà possibile solo se le città diventeranno finalmente oggetto delle politiche pubbliche, ma fino ad oggi, purtroppo, sembrano essere state dimenticate proprio dalla politica. Dal Governo ci aspettiamo una svolta per affrontare al meglio la competizione, in atto da tempo, tra le città europee che sono all’avanguardia per l’alta qualità della vita, opportunità di lavoro ed investimenti in cultura” ha concluso Cappochin.
 

Rilancio edilizia: gli annunci di Conte

Proprio il giorno prima, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aveva annunciato l’avvio, entro febbraio, di un Piano Nazionale per la messa in sicurezza e l’ammodernamento del territorio e del sistema viario.
 
Il Presidente aveva anche annunciato la creazione di un ‘Patto per i Cantieri’con il compito di monitorare ogni singolo cantiere e analizzare i motivi per cui è bloccato e i modi in cui sbloccarlo.
 
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