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One Works: La luce che non c'era
ARCHITETTURA

One Works: La luce che non c'era

di Cecilia Di Marzo
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Leonardo Cavalli inaugura i quattro giorni di incontri su 'La luce naturale nel progetto di architettura'

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13/03/2019 - Ha avuto inizio oggi a Milano, presso lo Stand VELUX al MADE Expo, l'evento sul tema de La luce naturale nel progetto di architettura. Ad inaugurare i quattro giorni di incontri, l’arch. Leonardo Cavalli, Managing partner di One Works, con l’intervento dal titolo La luce che non c'era.

La luce, come tutti gli elementi naturali, esiste indipendentemente dal costruito e interagisce con l’opera umana a prescindere dalla nostra volontà. A noi è offerta l’opportunità di considerarla come una delle chiavi di lettura dello spazio e un amplificatore delle nostre emozioni. Attraverso la mia presentazione vorrei raccontare come abbiamo cercato di utilizzare la luce naturale come strumento fondamentale di trasformazione di grandi contenitori funzionali in luoghi che possano acquisire un senso più ampio per le persone che li frequentano. Che ci permetta, quindi, di superare la relazione deterministica fra spazio e azione e ci aiuti, invece, a facilitare l’interazione fra le persone e la loro capacità di usare lo spazio in modo inaspettato.

Il primo progetto presentato dall’arch. Cavalli è quello di ampliamento dell’Aeroporto Marco Polo di Venezia che si esprime in una nuova “piazza”, caratterizzata da un maestoso tetto a griglia che permette alla luce del sole di filtrare, illuminando così il cammino e il flusso dei passeggeri sottostanti.



Il nuovo ampliamento è costituito da una galleria di 280 metri di lunghezza, completamente vetrata, che sfrutta lo spazio interstiziale, largo 22 metri, lasciato libero nel complesso originario fra il Terminal e la strada su due livelli. Questo consente di offrire spazi generosi, pieni di luce, sia al piano partenze sia al piano arrivi, con una struttura del tetto leggera che conferisce piena flessibilità allo spazio.



La galleria vetrata consente di mantenere una relazione “meteorologica” anche all’interno. Grazie alla luce naturale questo spazio meramente funzionale si trasforma, perdendo il suo aspetto deterministico, in un luogo che la gente vive al di là della sua funzione.

Un altro progetto in cui è stata utilizzata la luce naturale come chiave del concept è quello del Centro Commerciale Carosello a Carugate (MI). L’intero progetto è stato costruito intorno all’idea di coniugare il risparmio energetico e il benessere delle persone che ci lavorano e che lo visitano.



Il progetto coniuga in forma sintetica il concept commerciale, la qualità architettonica e le strategie ecologiche realizzando una copertura a verde, delle dimensioni di due campi di calcio, e 71 grandi coni che consentono di illuminare naturalmente gli spazi interni e garantire la ventilazione naturale del centro.

Anche in questo caso il progetto realizzato si è rivelato non solo luogo funzionale, ma destinazione in sé e questa è “la dimensione dell’inaspettato” che la luce naturale regala.

L’impianto sportivo per una scuola di Milano, il cui progetto è stato definito dall’arch. Cavalli come quello della “nave nella bottiglia” per il livello di complessità, è incentrato sulla creazione di uno spazio che fosse fruibile dagli alunni durante le ore scolastiche e dai cittadini nel pomeriggio.



Anche in questo caso il rapporto della scuola con il cortile e l’apporto di luce naturale che invade gli spazi, fa in modo che l’utente percepisca l’importanza e la stretta correlazione fra interno ed esterno e fra dimensione scolastica e dimensione sportiva.

L’arch. Cavalli, nella sua relazione, ha svelato in anteprima alcuni dettagli del progetto del TEC – Transport Education Center a Doha, in Qatar, che integra dimensione privata e dimensione pubblica grazie ad un parco liberamente fruibile che attraversa superiormente tutto il sito.



Nel TEC la parete vetrata, filtrata da pannelli ceramici, lascia entrare la luce naturale generando una stretta relazione tra contenuto e contesto e facendo in modo che il variare dell’illuminazione diventi componente esperienziale fondamentale per il progetto.

Ultimo progetto illustrato è quello della Piazza Tre Torri di CityLife a Milano. La piazza è un edificio in negativo dove la topografia è lo strumento principale utilizzato per armonizzare le diverse quote con il contesto e generare continuità fra il nuovo e la città esistente.



La forte articolazione spaziale del luogo è risolta attraverso grandi aperture che affacciano sulla piazza ipogea rafforzando la continuità tra i diversi livelli, liberando la vista delle tre torri e cercando una più forte integrazione con le stesse. La Piazza che scava e apre lo spazio per riguadagnare la luce naturale è la concretizzazione della volontà della dimensione artificiale di avvicinarsi a quella naturale

Domani sarà la volta dello studio monovolume architecture+design con l'incontro dal titolo “La luce come parte integrante del processo creativo”. L'appuntamento è per le ore 11.00 presso lo stand VELUX al MADE Expo (Pad. 4, Stand A25/C30, Fiera Milano Rho).

© Riproduzione riservata

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