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Cantieri fermi: Province: ‘1712 progetti pronti a partire’

di Paola Mammarella

Presidente Upi Michele de Pascale: ‘il Governo ora sostenga questo impegno con le risorse necessarie’

Vedi Aggiornamento del 20/05/2020
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Foto: Igor Sokolov©123RF.com
28/03/2019 – Le Province hanno nel cassetto 1712 progetti pronti a partire per i quali si attendono le risorse necessarie. I risultati del monitoraggio condotto dall’Unione delle province italiane (UPI) è stato illustrato a Ravenna durante la due giorni sulla ripresa degli investimenti.
 

Province, primi segnali di ripresa negli investimenti

In base ai dati Cresme, illustrati durante la due giorni, si intravedono i primi segnali di ripresa degli investimenti delle Province e delle Città metropolitane, che dopo un crollo di oltre il 70% dal 2008 al 2018, mostrano un +5,1% nel raffronto tra il primo bimestre 2018/2019.
 
Le gare bandite da Province e Città metropolitane per la realizzazione di opere pubbliche sono passate da 912 del 2016 a 1850 nel 2018.
 
Le Province e le Città Metropolitane sono inoltre considerate Stazioni appaltanti qualificate. Il 24% delle gare gestite riguarda opere per importi tra i 15 e i 50 milioni. il numero delle gare bandite da Province e Città metropolitane per Comuni o altri enti del territorio, è passato da 52 nel 2013, per un valore di 36 milioni, a 1.048 del 2018 per 910 milioni.
 

Presidente UPI: ‘1712 progetti pronti’

Le province, ha affermato durante i lavori il Presidente dell’UPI, Michele de Pascale, sono pronte a dare un contributo determinante. "Ci sono - ha affermato de Pascale, 1. 712 progetti pronti per mettere in sicurezza chilometri di strade provinciali e garantire ai cittadini il diritto alla mobilità. Un piano delle piccole opere pubbliche che invieremo al Presidente Conte. Noi siamo pronti ad aprire i cantieri, il Governo ora sostenga questo impegno con le risorse necessarie”.
 
Sul totale, 1561 progetti risultano cantierabili nel 2019 - 2020. Per partire ci sarebbe bisogno di 2 miliardi e 318 milioni.
 
Il monitoraggio condotto da UPI assegna al Lazio il primo posto con 202 opere da sbloccare. Seguono Emilia Romagna e Lombardia, rispettivamente con 189 e 187 progetti in stand-by.
 

Cgia Mestre: ‘il gap infrastrutturale costa 40 miliardi all’anno’

Ma avere cantieri fermi non è solo un problema di crescita economica, ma anche di qualità della vita. Secondo la Cgia Mestre, il gap infrastrutturale oltre a costare 40 miliardi di euro all’anno, ci fa stare in coda 38 ore ogni anno, contro una media europea di 30 ore.
 
L’arretratezza logistica in Italia, sostiene la Cgia Mestre, è stata rilevata anche dalla Commissione Europea. L’Italia si colloca agli ultimi posti per qualità delle strade, efficienza dei servizi ferroviari e portuali e copertura della linea internet veloce. Le punte di eccellenza, presenti nel paese, non bastano a colmare il divario.
 
Secondo la Cgia Mestre, la realizzazione di grandi opere è necessaria, ma non può prescindere dai piccoli interventi e dalle opere di messa in sicurezza.
 

Opere ferme, in arrivo lo Sblocca Cantieri

Le idee del Governo per lo sblocco dei cantieri fermi sono molte, ma stentano a partire. Il decreto Sblocca cantieri, con le modifiche urgenti al Codice Appalti e le semplificazioni per rendere più agevoli le pratiche edilizie, non riesce a mettere d’accordo i componenti dell’Esecutivo, ma sembra che abbia avuto un nuovo impulso e che potrebbe essere approvato definitivamente, con qualche modifica, al prossimo Consiglio dei Ministri.

Più volte annunciati, ma ancora non pervenuti, i decreti che regoleranno il funzionamento di Investitalia e Strategia Italia, strutture di missione per la programmazione degli investimenti che dovrebbero collaborare con la Centrale/Struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici.

 

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