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LAVORI PUBBLICI

Sblocca Cantieri, Ance: ‘ora dalle parole ai fatti’

di Paola Mammarella
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Chieste una commissione per la razionalizzazione delle norme e la reintroduzione dell’appalto integrato

Vedi Aggiornamento del 26/03/2019
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19/03/2019 – “Dalle parole ai fatti”. È l’appello lanciato dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) dopo l’incontro a Palazzo Chigi con il Premier, Giuseppe Conte, il vicepremier, Luigi Di Maio, e il Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Al centro del meeting la situazione delle infrastrutture e le norme per la velocizzazione dei lavori.
 
Il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, ha valutato positivamente l’apertura del Governo, ma ha segnalato una serie di problemi urgenti da risolvere, anche alla luce delle proposte contenute nella bozza di decreto "Sblocca Cantieri", che domani approderà in Consiglio dei Ministri.
 
Alla riunione ha partecipato anche una delegazione di Confindustria, che ha sottolineato il calo degli investimenti causato, oltre che dalla crisi economica, da un sistema normativo ingessato.
 

Ance: norme troppo complesse

L’Ance ha chiesto di "nominare una commissione di esperti che possano entrare nel merito delle 150 mila leggi, norme e decreti che sono insostenibili per un sistema Italia che deve crescere”.
 
Scendendo nello specifico del Codice Appalti, ha sottolineato la necessità di un articolato semplice e immediato sia per l'operatore privato sia per la macchina pubblica.  “Oggi – ha sottolineato Buia - assistiamo al blocco della macchina pubblica, non c’è un funzionario che firma per paura del danno erariale e dell'abuso d'ufficio”.
 
I costruttori edili hanno proposto la reintroduzione dell’appalto integrato, l’eliminazione dei vincoli al subappalto, la cancellazione dello split payment, il miglioramento del sistema di qualificazione delle imprese e lo snellimento delle procedure di autorizzazione degli investimenti.
 

Confindustria: ‘pronti a esaminare ed emendare il provvedimento’

Stefano Pan, vicepresidente di Confindustria, si è detto pronto a esaminare ed emendare il provvedimento che sarà messo a punto dal Governo.
 
Citando delle cifre, Pan ha sottolineato che “dal 2009 al 2018 gli investimenti pubblici sono scesi da oltre 56 miliardi a poco più di 30. Se nel Sud avessimo investito come nel 2009, il Paese non avrebbe perso un punto di Pil l'anno e oggi avremmo più di 60 miliardi di opere pubbliche in più”.
 
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