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LAVORI PUBBLICI

Sblocca Cantieri, i progettisti non rinunciano alle conquiste del Codice Appalti

di Paola Mammarella
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Proposta la progettazione semplificata per le manutenzioni, no alla reintroduzione dell’appalto integrato

Vedi Aggiornamento del 26/03/2019
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19/03/2019 – Semplificazioni sì, ma senza toccare le conquiste del Codice Appalti in vigore. Così la Rete delle Professioni Tecniche (RPT) all’incontro di venerdì scorso con il premier, Giuseppe Conte, il vicepremier, Luigi Di Maio, e il Ministro delle infrastrutture, Danilo Toninelli.
 
Commentando le proposte contenute nella bozza di decreto "Sblocca Cantieri", RPT ha proposto nuovamente la sua idea di snellimento delle procedure per lo sblocco dei lavori, che non rinuncia alla qualità della progettazione.
 

Sblocca Cantieri, mantenere le conquiste del Codice Appalti

“Il vigente Codice dei contratti pubblici - ha afferamto RPT - per i professionisti dell’area tecnica ha rappresentato una importante conquista. La separazione dell’attività di progettazione da quella di esecuzione, l’affidamento dei lavori sulla base del progetto esecutivo e la rigida delimitazione del ricorso all’appalto integrato ne costituiscono i capisaldi, da sempre invocati dai professionisti come imprescindibili per tutelare la qualità della progettazione e garantire il rispetto dei tempi e dei costi di realizzazione delle opere pubbliche”.
 
“Teniamo a sottolineare con decisione - ha fatto notare RPT - che ogni tentativo di revisione del testo vigente non può riguardare i suoi princìpi fondanti, pena il ritorno alle dinamiche del passato (caratterizzate dal ricorso abnorme alle varianti in corso d’opera, con conseguente lievitazione dei costi e dilatamento dei tempi di costruzione) che evidentemente riscuotono ancora consensi interessati”.
 
RPT ha rinnovato la sua preoccupazione per l’istituzione di una Struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici. “Se focalizzata sulla progettazione interna e non sulla programmazione e sulla pianificazione strategica - ha ribadito RPT - potrebbe rivelarsi inefficace, se non controproducente, per un reale miglioramento dei processi realizzazione delle opere pubbliche”.  
 

Sblocca Cantieri, le proposte dei progettisti

RPT ha quindi proposto di: 
- ricorrere alla progettazione semplificata per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
- promuovere procedure semplificate e rapide per l’affidamento degli incarichi di servizi di architettura e ingegneria sotto la soglia dei 40.000 euro, abbandonando il criterio di selezione del prezzo più basso che rischia di cozzare contro il principio dell’equo compenso;
- applicare la sussidiarietà dei professionisti nei confronti dei procedimenti ancora sottoposti all’autorizzazione da parte della pubblica amministrazione.
 

Fondazione Inarcassa: il Governo tuteli i liberi professionisti

“Il Governo si impegni a tutelare maggiormente gli architetti e ingegneri liberi professionisti che rischiano, ancora una volta, di essere abbandonati a loro stessi”. È quanto afferma Fondazione Inarcassa, la Fondazione Architetti e Ingegneri liberi professionisti, in merito alle modifiche al Codice Appalti che emergono nelle prime bozze dello schema del Decreto Sblocca Cantieri.
 
“Nonostante la proposta preveda un apprezzabile tentativo di semplificazione del Codice”, la Fondazione Inarcassa esprime forti perplessità sulla “possibilità di reintrodurre l’incentivo del 2% anche per le attività di progettazione per i pubblici dipendenti, ipotesi che - dichiara Egidio Comodo, Presidente di Fondazione Inarcassa - rappresenterebbe un ulteriore e grave attacco alla dignità ed al lavoro degli architetti e ingegneri che vivono esclusivamente di libera professione”.

L’altro aspetto sul quale Fondazione Inarcassa esprime tutti i suoi dubbi sono le posizioni dell’esecutivo relative alla Centrale Unica di Progettazione, che rischia inevitabilmente non solo di restringere ulteriormente competenze e ruolo dei tecnici liberi professionisti, già in gravi difficoltà, ma anche di rallentare la macchina di esecuzione dei lavori pubblici.
 
Infine, la Fondazione torna a sottolineare l’opportunità di considerare l’estensione del nuovo regime dei minimi (Flat Tax) anche alle strutture professionali associate, necessaria per evitare che gli attuali studi associati preferiscano la via dello scioglimento piuttosto che risultare escluse dal suddetto regime fiscale.
 
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