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NORMATIVA

Riqualificazione edilizia ed energetica e sismabonus, novità nel DL crescita

di Paola Mammarella
Commenti 16189

Nel testo anche misure per snellire la progettazione dei lavori pubblici e gli appalti sotto soglia

Vedi Aggiornamento del 10/04/2019
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20/03/2019 – In arrivo nuove misure per la riqualificazione edilizia, energetica ed antisismica degli edifici. Le novità, che inizialmente avrebbero dovuto far parte del decreto “Sblocca Cantieri”, sono state invece inserite in un altro decreto, contenente le misure urgenti per la crescita economica, messo a punto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
 

Sismabonus

La bozza propone “l’estensione alle zone 2 e 3 del bonus previsto solo per gli edifici in zona 1”.
 
Anche se il testo non lo specifica, dovrebbe trattarsi dell’agevolazione per l’acquisto di case antisismiche, non di quello per la realizzazione dei lavori di adeguamento o miglioramento antisismico. Quest’ultimo, infatti, è già attivo per le zone classificate a rischio 1, 2 e 3.

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Se la proposta contenuta nel decreto per la crescita economica dovesse passare, chi comprerà un immobile in un edificio demolito e ricostruito, situato in una zona a rischio 1, 2 o 3, potrà ottenere una detrazione pari al 75% del prezzo se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore, o dell’85% se si ottiene invece il passaggio a due classi di rischio inferiore.
 

Incentivi per la valorizzazione edilizia

Saranno agevolati con l’applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna, i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla loro demolizione e ricostruzione, anche con variazione della volumetria, e alla loro alienazione.
 

Bonus efficienza energetica

Il decreto prevede l’equiparazione delle ESCo ai proprietari degli immobili. Le ESCo, secondo le intenzioni della norma, potrebbero diventare direttamente titolari della detrazione.

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Riconoscere il beneficio fiscale direttamente a chi finanzia, realizza e si assume le responsabilità dell’intervento e dei suoi risultati, si legge nella bozza, produrrebbe “una significativa semplificazione del modello esistente” e darebbe maggiore impulso agli interventi di efficientamento nel settore edilizio.
 

Progettazione e realizzazione delle opere pubbliche

Il testo prevede la possibilità di mettere a gara la sola progettazione, in modo scollegato dalla realizzazione, in mancanza del finanziamento complessivo dell’opera. Questo consentirebbe di accelerare la progettazione dei lavori, in attuazione degli obiettivi comunitari della programmazione nazionale.
 
Per l’avvio delle procedure di affidamento della progettazione e della realizzazione dei lavori, basterà il provvedimento di assegnazione delle risorse al soggetto attuatore. Non si dovrà più aspettare che le risorse siano state materialmente trasferite.
 
Le gare per la manutenzione delle opere potranno essere avviate anche sulla base del progetto definitivo.
 

Aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa

Le Stazioni Appaltanti potranno avere maggiore discrezionalità e non saranno più tenute a rispettare il limite del 30% per il punteggio da attribuire alla componente economica. Se le proposte dovessero passare, negli appalti sotto soglia non ci sarebbe alcun vincolo, a condizione che il punteggio economico non prevalga sugli aspetti qualitativi. Nelle gare di rilevanza comunitaria, il limite per il punteggio economico salirebbe al 49%.
 

Conto termico

La risorse del Conto Termico non utilizzate dalle Pubbliche Amministrazioni saranno dirottate sugli interventi di riqualificazione energetica attuati nelle scuole pubbliche. La percentuale di copertura delle spese sostenute sarà elevata al 100%. Saranno inoltre riviste le tempistiche per la prenotazione degli incentivi.
 
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L’esigenza di incrementare i contributi per gli interventi sulle scuole, si legge nella relazione illustrativa, nasce in parte dalle difficoltà riscontrate da parte di Comuni e Province nel reperire le risorse necessarie a coprire il costo degli interventi e dalle conseguenti inefficienze prodotte sui servizi, soprattutto nei mesi invernali, in caso di malfunzionamento degli impianti.
 
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