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NORMATIVA

Sismabonus, le potenzialità inespresse della misura per la rigenerazione del Paese

di Paola Mammarella
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Scuola Ingegneria e Architettura: con una maggiore consapevolezza potrebbe contribuire alla difesa dei centri storici e alla sostituzione edilizia di minor pregio

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08/03/2019 – Il Sismabonus non ha ancora mostrato le sue potenzialità. Ma potrebbe presto farlo puntando su una maggiore consapevolezza dei professionisti e della committenza. Questa, in sintesi, la sfida che sarà affrontata durante il 5° Convegno nazionale della Scuola Ingegneria e Architettura in programma a Bari per il prossimo 28 marzo.
Se ne è parlato in un incontro di presentazione alla Camera dei Deputati.
 

Sismabonus e il bisogno di messa in sicurezza

Secondo la Scuola Ingegneria e Architettura, l’ultimo Rapporto Casa Italia ha individuato in circa 566.000 gli edifici costruiti prima del 1971, con una potenziale vulnerabilità sismica.
 
Politica e parti sociali, ha spiegato la Scuola Ingegneria e Architettura durante la presentazione, devono quindi conciliare l’obiettivo della messa in sicurezza con quello della ripresa economica.
 
Viene quindi in aiuto il Sismabonus, il complesso di misure per la messa in sicurezza antisismica, che prevede incentivi fino all’85% delle spese sopstenute per gli interventi
 
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In quest’ottica, il Sismabonus può dare un importante contributo alla difesa dei centri storici e alla sostituzione edilizia di minor pregio.
 
“Il Sismabonus rappresenta un’occasione unica e da non perdere – ha sottolineato il presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Donato Carlea – per intervenire sul più importante asset del nostro Paese: il patrimonio storico, culturale, turistico ed infrastrutturale. Per il suo miglioramento e adeguamento sismico.”
 
“La diffusione del Sismabonus – ha affermato Gianluca Ievolella, componente del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici - produce benefici effetti moltiplicatori sull’economia delle imprese e quindi sull’economia in generale, oltre ovviamente a contribuire, in via prioritaria, alla messa in sicurezza delle abitazioni dei cittadini. Inoltre consente lo sviluppo dell’utilizzo dei materiali innovativi di cui l’Italia è uno dei maggiori produttori europei e che è all’avanguardia anche nei metodi di calcolo e metodologie di qualificazione”.
 
“Il Sismabonus – ha ricordato Amedeo Vitone – costituisce un efficace strumento per tre importanti obiettivi: mitigare il rischio strutturale degli edifici, concorrere alla rigenerazione delle periferie urbane e rilanciare l’economia alimentando il mondo delle costruzioni
 

Sismabonus, il gap da colmare

Fatte queste premesse, c’è da chiedersi perché i numeri del Sismabonus non sono ancora alti.
 
L’anno scorso il Consiglio nazionale degli Ingegneri (CNI) ha messo in evidenza che il Sismabonus non parte per due ragioni: i professionisti hanno una scarsa conoscenza della misura e i lavori di messa in sicurezza antisismica sono troppo invasivi.
 
La situazione sembra parzialmente cambiata, ma c’è ancora tanto da fare. Come sottolineato dal Vicepresidente della VIII Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio On.le Patrizia Terzoni, “Dobbiamo fare tutti, istituzioni e media, uno sforzo di comunicazione ulteriore rispetto alla portata del Sismabonus. Finalmente è in campo uno strumento che può realmente incentivare la messa in sicurezza degli edifici e la rigenerazione urbana, per di più dando respiro al settore delle costruzioni senza alimentare il consumo di suolo. Certo, se su un piatto della bilancia ci sono detrazioni molto vantaggiose, sull’altro pesa ancora la necessità di lasciare l’edificio durante i lavori nella quasi totalità dei casi. Dobbiamo far passare il messaggio che questo sforzo è in realtà un importante investimento sul futuro e sulla sicurezza delle persone”.
 

Sismabonus, l’incontro del 28 marzo a Bari

Durante l’incontro in programma il prossimo 28 marzo a Bari, che vedrà l’intervento del Ministro dlle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, si farà il punto della situazione sulle strategie per colmare il gap esistente. “Potranno emergere – ha anticipato il coordinatore, ing. Roberto Lorusso, anche nuove proposte di ampliamento della portata del Sismabonus. L’agevolazione, che consiste in una detrazione Irpef sino al 85% del prezzo di vendita di case antisismiche site nei comuni della zona a rischio sismico 1, cedute dalle imprese di costruzione e derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione anche con variazione volumetrica, potrebbe essere estesa alle zone a rischio sismico 2 e 3. Ciò contribuirà ad innescare un formidabile circolo virtuoso e nel contempo a fare passi da gigante, pur nel pieno rispetto dei nostri preziosi centri storici e dell’utilizzo responsabile del suolo, nella direzione della rigenerazione urbana, attraverso le sostituzioni di porzioni di edilizia residenziale di scarsa qualità degli anni 50-60-70 e a favore della mitigazione del rischio medio per vulnerabilità e, dunque, verso il bene sociale".
 
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