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PROFESSIONE

Professionisti: ‘necessaria una legge nazionale sull’equo compenso’

di Rossella Calabrese
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La richiesta arriva dai Presidenti dei Consigli Regionali e da Fondazione Inarcassa

Vedi Aggiornamento del 08/03/2019
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06/03/2019 - È necessario definire una legge nazionale in materia di equo compenso per la tutela dei professionisti, la difesa della dignità delle libere professioni e per la qualità del loro lavoro e il futuro del nostro Paese.
 
È stato questo il tema dell’incontro, svoltosi ieri a Roma, tra i Presidenti dei Consigli Regionali e Province autonome e Fondazione Inarcassa, la Fondazione Architetti e Ingegneri liberi professionisti iscritti ad Inarcassa.
 
Sulla scorta delle positive esperienze delle Regioni Toscana, Puglia, Calabria e Sicilia, che hanno approvato specifiche leggi regionali in materia di equo compenso, l’incontro - spiegano i promotori in una nota - è stata l’occasione per la discussione di una proposta di legge, da incardinare a livello nazionale, in materia di equo compenso per i liberi professionisti.
 

Ingegneri e architetti, redditi in calo e assenza di parametri

“Quella che stanno vivendo gli ingegneri e architetti liberi professionisti - ha detto il Presidente di Fondazione Inarcassa, Egidio Comodo - è una situazione economica ed occupazionale estremamente preoccupante. Dal 2007 al 2016 la contrazione reddituale degli ingegneri e architetti liberi professionisti è stata del 32% per gli under 40 e del 47% per gli over 40. Ma sono comunque i giovani i più colpiti, se pensiamo che il reddito di un giovane professionista under 40 si attesta a malapena sui 14 mila euro annui”.
 
“L’abrogazione dei tariffari minimi e la grave crisi economica degli ultimi anni hanno deteriorato fortemente la condizione dell’intera categoria. Senza considerare la pratica dell’offerta economica al massimo ribasso e l’assenza di parametri che giudichino l’equità del compenso previsto che hanno determinato un impoverimento della competitività, con inevitabili ripercussioni sulla qualità delle prestazioni erogate ai cittadini” - ha concluso Comodo.
 
“È importante che si possa arrivare ad una legislazione nazionale che faccia sintesi dell’accelerazione che è venuta dalle Regioni - ha aggiunto il Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, Vito Santarsiero - e che contenga i tre principi cardine delle leggi regionali in materia di equo compenso: la tutela delle professioni, la qualità della prestazione e la lotta all’evasione fiscale”.
 
All’incontro hanno partecipato, per le Assemblee regionali, Vito Santarsiero Basilicata, Arturo Bova Consigliere della Calabria, Giovanni Malanchini Consigliere Segretario della Lombardia, Gianluca Cefaratti VicePresidente del Consiglio regionale del Molise e Maurizio Colman Consigliere del Veneto.
 
Per la Fondazione Inarcassa il Presidente Egidio Comodo, il Consigliere Antonio Guglielmini e l’Avv. Michele Mammone. Sono intervenuti il VicePresidente della Camera Fabio Rampelli (FdL) e i deputati Chiara Gribaudo (Partito Democratico) e Luca Pastorino (LEU). Hanno, inoltre, espresso apprezzamento per l’iniziativa l’on. Andrea Mandelli (FI) e il sen. Agostino Santillo (M5S).
 

Equo compenso, le proposte a livello nazionale

Ricordiamo che, alla fine dell'estate 2018, lFederazione Architetti Ingegneri Liberi Professionisti (FNAILP) ha annunciato la presentazione di una proposta di legge per abolire il Decreto Bersani, rafforzare l’equo compenso e obbligare i committenti a pagare i professionisti.

In autunno una norma per bloccare l’attività edilizia in mancanza dei documenti che comprovino il pagamento dei progettisti secondo le norme sull’equo compenso è stata proposta nell'ambito della Legge di Bilancio 2019 ma l'iniziativa non è andata a buon fine. Il Governo ha promesso provvedimenti ad-hoc entro maggio 2019.

Durante la discussione del ddl Semplificazioni, a gennaio 2019, il Governo ha tentato, senza successo, di inserire nel testo un emendamento che vietasse alle Pubbliche Amministrazioni di conferire incarichi professionali con compenso non proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto.

L'unico risultato ottenuto in quella sede è stato 
un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare l'opportunità di garantire ai liberi professionisti di incassare il compenso pattuito per le prestazioni professionali rese alla committenza privata per tutti gli interventi regolamentati dal Testo Unico Edilizia.

Ma alcuni disegni di legge in Parlamento ci sono già: a maggio 2018  la deputata FI-BP Claudia Porchietto ha presentato alla Camera il ddl 620 "Disposizioni in materia di equo compenso e di responsabilità professionale nell'esercizio delle professioni regolamentate". Il testo non è stato ancora diffuso.

A giugno è stato presentato dal senatore FdI Stefano Bertacco il ddl 326 che propone la reintroduzione delle tariffe e l’istituzione di un Fondo per la copertura delle spese per i servizi professionali resi su questioni urgenti o indifferibili in favore delle classi sociali meno abbienti.

 
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