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PROFESSIONE

Progettazione opere pubbliche, si ha diritto solo ai compensi espressamente indicati

di Paola Mammarella
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Cassazione: non si può pretendere un’integrazione se la PA cambia programma e al professionista viene richiesto un impegno aggiuntivo

Vedi Aggiornamento del 09/04/2019
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22/03/2019 – Cosa accade se una Pubblica Amministrazione prevede un compenso per la progettazione di un’opera, ma poi cambia programma e al professionista viene richiesto un impegno aggiuntivo?
 
Secondo la Cassazione, nulla. Questo perché bisogna tutelare il preminente interesse pubblico all’equilibrio economico-finanziario delle amministrazioni locali.
 

Compenso progettista, il caso

È quello che si è sentito rispondere un professionista che si è occupato per un Comune di progettazione, direzione dei lavori, misure, contabilità, collaudo amministrativo e coordinamento della sicurezza nell’ambito della realizzazione di una struttura espositiva.
 
Il Comune aveva previsto un impegno di spesa comprensivo dei costi per la realizzazione dell’opera e dei compensi al professionista.
 
Successivamente, il Comune aveva optato per delle modifiche progettuali che avevano richiesto al progettista un maggiore impegno. Motivo per il quale aveva chiesto un’integrazione del suo compenso.
 
In un primo momento, la Corte d’Appello aveva dato ragione al progettista sostenendo che i maggiori oneri, determinati dalle modifiche decise, non potevano incidere sul diritto del professionista a ottenere il compenso pattuito.
 

Compenso professionista vs. equilibrio di bilancio degli Enti locali

Secondo l’articolo 191 del Testo unico degli Enti locali, hanno spiegato i giudici con la sentenza 6919/2019, un Comune può effettuare spese solo se l’impegno contabile è registrato sul bilancio di previsione ed è attestata la copertura finanziaria. In mancanza di questi elementi, il professionista ha la facoltà di non eseguire la prestazione prevista dal contratto.
 
“La delibera comunale di conferimento di un incarico ad un professionista deve indicare l’ammontare della spesa, mediante l’identificazione e la distinzione delle diverse voci che la compongono (spese generali, tecniche, per compensi professionali, ecc.)”. Anche i mezzi per far fronte a queste spese, si legge nella sentenza, devono essere identificati e distinti analiticamente. In questo modo, si crea un doppio e congiunto indice di riferimento che vincola l’operato dell’ente locale in relazione alle spese stabilite anticipatamente.
 
Senza una adeguata previsione, continua la Cassazione, non è possibile utilizzare le economie o i risparmi di spesa eventualmente registrati.
 
Sulla base di questi motivi, la cassazione ha respinto la richiesta del progettista.
 
 
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