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A Milano il “Giardino Circolare” di Carlo Ratti
ARCHITETTURA

A Milano il “Giardino Circolare” di Carlo Ratti

di Cecilia Di Marzo

Si può creare un’architettura che nasca dall’orto e torni all’orto?

10/04/2019 – Eni ha presentato a Milano, presso l’Orto Botanico di Brera, la propria installazione The Circular Garden, realizzata all’interno della mostra “Human Spaces”. L'installazione è stata progettata dallo studio internazionale di design e innovazione Carlo Ratti Associati con il contributo di alcuni dei maggiori esperti europei nel campo della micologia e delle sue applicazioni.

Il progetto si riallaccia in modo ideale al carattere dell’Hortus Conclusus e parte da un interrogativo che diventa subito sfida progettuale: si può creare un’architettura che nasca dall’orto e torni all’orto, secondo un andamento circolare? 
L’installazione risponde a questa domanda creando una struttura completamente organica, composta da un materiale di costruzione inatteso: i funghi.
A ispirare Carlo Ratti la scelta di questo materiale è stata una passeggiata nell’Orto Botanico di Brera, che ha portato alla scoperta di molte specie di funghi che crescono tra questi muri nel centro della città. Con la loro capacità di adattamento e velocità di crescita, i funghi sono diventati una perfetta metafora dell’economia circolare.

Nell’installazione all’Orto Botanico di Brera, la responsività è messa in scena facendo ricorso alle proprietà di sviluppo di materiali naturali. Per definire il corso del progetto è stata infatti impiegata l’intelligenza pre-programmata dei funghi, contando su capacità di reazione e crescita del micelio, senza fare affidamento su risorse esterne non sostenibili. Un tema, questo, con potenziale rilevanza in chiave di risparmio delle risorse energetiche.

Le strutture di Eni e CRA realizzano un’architettura che cresce in modo organico, intrecciata all’intelligenza del micelio. E proprio come i funghi, l’installazione nata dalla natura è destinata a tornare alla natura, in modo circolare. Alla fine del FuoriSalone, le strutture smontate e smantellate saranno restituite al terreno.
“La vita è più importante dell’architettura,” disse una volta Oscar Niemeyer.
All’Orto Botanico, la fine dell’installazione coincide allora con un ritorno del materiale organico al giardino, per dare vita a un nuovo circolo virtuoso di crescita.

© Riproduzione riservata

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