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LAVORI PUBBLICI

Codice Appalti, ddl delega finalmente in Parlamento

di Paola Mammarella
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Il testo approvato all’inizio di marzo inizia il suo iter in Senato. Si punta su regolamento attuativo unico e procedure agevolate nei contratti sotto soglia

Vedi Aggiornamento del 19/04/2019
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03/04/2019 – Approda finalmente in Senato il disegno di legge delega per la modifica del Codice Appalti. Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri, a inizio marzo, l’iter del testo ha subìto una battuta d’arresto, ma sembra ora essersi sbloccato.
 

Riforma del Codice Appalti, il ddl delega

Il ddl delega porterà, come promette la relazione, ad una profonda rivisitazione del Codice Appalti del 2016. Un percorso di modifica lungo e travagliato, partito dalle contestazioni sia alla forma sia alla sostanza del Codice Appalti, accusato dagli operatori di essere troppo complesso e poco chiaro. Contestazioni riassunte nei risultati dell’indagine conoscitiva condotta in Senato, che ha evidenziato posizioni diametralmente opposte, e nelle conclusioni della consultazione voluta dal Ministro Toninelli alla fine della scorsa estate.
 
Dopo gli annunci di modifiche imminenti, più volte smentiti, questa volta sembra che la macchina legislativa si stia mettendo in moto.
 
L’obiettivo del ddl delega è rendere la normativa più semplice e chiara e limitarne le dimensioni e i rinvii alla normazione secondaria. Saranno eliminati i livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l’adeguamento alla normativa europea e i rinvii a strumenti di normazione secondaria. Parallelamente, per velocizzare le procedure, si punterà su una maggiore responsabilizzazione delle Stazioni Appaltanti e sulla razionalizzazione del sistema di gestione delle controversie.
 
Come previsto anche nel decreto “Sblocca Cantieri”, verrà abbandonato il sistema di linee guida e decreti ministeriali monotematici, che nel 2016 è stato pensato per semplificare l’applicazione del Codice Appalti, ma che nella pratica ha fallito il suo obiettivo. Il ddl delega ribadisce che si tornerà quindi ad un unico regolamento attuativo che regolerà una serie di materia cruciali, al momento disperse in più testi. Dal punto di vista formale, sembrerebbe che le due norme (Sblocca Cantieri e ddl delega) possano sovrapporsi, ma non si escludono ulteriori modifiche prima dell’approvazione definitiva.
 
Secondo il ddl delega, dovranno confluire in un unico testo le seguenti materie: nomina, ruolo e compiti del respon­sabile del procedimento; progettazione di lavori, servizi e for­niture, e verifica del progetto; sistema di qualificazione e requisiti degli esecutori di lavori e dei contraenti ge­nerali; sistemi di realizzazione dei contratti e selezione delle offerte; categorie di opere generali e specia­lizzate; direzione dei lavori e dell’esecuzione; esecuzione del contratto, contabilità, sospensioni e penali; collaudo e verifica di conformità; tutela dei lavoratori e regolarità con­tributiva; affidamento dei contratti di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato, formazione e gestione degli elenchi di operatori economici; requisiti degli operatori economici per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria; lavori riguardanti i beni culturali.
 
Un impulso alla semplificazione arriverà anche dalla creazione di procedure differenziate per gli appalti sotto soglia. L’obiettivo è sempre quello di raggiungere la massima rapidità delle procedure. Su questo fronte si sta lavorando anche con il decreto Sblocca cantieri, che propone non solo di stabilizzare le modifiche transitorie introdotte dalla legge di Bilancio per il 2019 (consentire l’affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di almeno tre operatori economici nei lavori fino a 150mila euro), ma di elevare a 200mila euro la soglia per l’affidamento diretto dei lavori.
 

Riforma del Codice Appalti, cancellate le norme sui controlli

Se da una parte vengono confermati i cardini del provvedimento, dall’altra il testo presentato in Senato ha perso una serie di punti contenuti nella bozza discussa in CdM. Si tratta degli obblighi in materia di controlli. La prima versione del ddl delega prevedeva una semplificazione dei controlli, ad eccezione di quelli fiscali, sulle imprese e i professionisti, in modo da non intralciare lo svolgimento delle procedure.
 
Ma non solo, perché il testo prevedeva la vigilanza sui tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi e il riconoscimento di detrazioni fiscali nel caso in cui l’operatore avesse sostenuto costi aggiuntivi a causa di procedure gravose.
 
Non è escluso che su questi temi si possa tornare durante la discussione parlamentare.
 
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