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NORMATIVA

Decreto Crescita, Cgil: ‘ok green building, ma non si torni a mettere le mani sulla città’

di Paola Mammarella
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Parere positivo sulle misure per l’antisismica e l’efficientamento energetico, ma non sulla liberalizzazione dei lavori sui beni vincolati

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10/04/2019 – Alla fine della scorsa settimana il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decreto Crescita. Anche se il testo uscito dal CdM ancora non sta circolando ufficialmente, gli addetti ai lavori iniziano a commentarne i contenuti.
 
Una promozione, con qualche riserva, arriva da Fillea Cgil, che valuta positivamente alcune misure di sostegno agli interventi per la messa in sicurezza antisismica e l’efficientamento energetico, ma mette in risalto la parzialità dell’intervento normativo e mette in guardia da una serie di liberalizzazioni che potrebbero risultare eccessive.
 
Secondo il sindacato degli edili, “pur nella parzialità di un decreto che non affronta i temi di fondo della politica industriale, sono evidenti alcuni positivi interventi a favore dell’edilizia, pubblica e privata”.
 

Decreto Crescita, gli aspetti positivi per Fillea Cgil

“Positivo – scrive in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Generale della Fillea Cgil - è rendere cedibili alle imprese gli incentivi per gli interventi di risparmio energetico e per la messa in sicurezza antisismica trasformandoli in crediti di imposta per l’azienda per i 5 anni successivi”.
 
“Così come positivi – continua Genovesi - sono gli interventi che finanziano quei comuni (per circa 500 milioni) che investiranno nel recupero e nella sostenibilità degli edifici pubblici”.
 

Decreto Crescita, no agli interventi sui beni vincolati

“Contrarietà invece – continua Genovesi – alla norma che introduce il silenzio assenso (dopo 90 giorni) per gli interventi sugli edifici tutelati dalla Sovraintendenza per i beni culturali. Il tema oggi è tornare ad investire risorse e persone nelle nostre Sovraintendenze da troppi anni svilite nelle loro fondamentali funzioni di tutela del nostro vero ‘oro nero’, rappresentato da un patrimonio artistico e storico diffuso.  Così come molta attenzione andrà posta alla norma che permette demolizioni e ricostruzioni nelle aree molto edificate relativamente alla densità edilizia, all’altezza degli edifici e alla distanza tra essi”.
 
Secondo Fillea Cgil, “è giusto intervenire per permettere di recuperare aree abbandonate e degradate anche attraverso le demolizioni e ricostruzioni, ma non dobbiamo mai dimenticarci che rigenerazione urbana non è solo recupero dei manufatti ma anche nuovi spazi di socialità, recupero di terreno impermeabilizzato da riconvertire a verde”.
 
“Come Fillea Cgil – conclude Genovesi – sosterremo ogni politica volta a rafforzare forme di ‘green building’ ma vigileremo al contempo perché speculatori e affaristi non tornino a mettere le mani sulle nostre città. Quel che colpisce è la schizofrenia di questo Governo che da un lato incentiva sostenibilità e antisismico nell’edilizia privata e pubblica e dall’altra riduce tutele e legalità nel codice degli appalti o introduce pericolosi silenzi assensi proprio in materie dove non si dovrebbe”.
 
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