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NORMATIVA

Distanze tra edifici, proposta eliminazione del limite di 10 metri

di Paola Mammarella
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Nel Decreto ‘Crescita’ anche interventi di edilizia privata sui beni culturali con silenzio assenso dopo 90 giorni nel biennio 2019 - 2020

Vedi Aggiornamento del 17/04/2019
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01/04/2019 – Via i limiti sulle distanze minime tra edifici e silenzio assenso per gli interventi di edilizia privata sui beni culturali. Sono alcune delle novità contenute della bozza di Decreto “Crescita”, che questa settimana dovrebbe essere esaminato dal Consiglio dei Ministri.
 

Distanze tra pareti finestrate, via il limite di 10 metri

La distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, prescritta dall’articolo 9 del DM 1444/1968, continuerà ad essere applicata solo ai nuovi edifici realizzati nelle zone C, cioè quelle destinate ad i nuovi insediamenti residenziali. Il limite non varrà più per le altre zone omogenee. Resterà invece invariata la disciplina in vigore per i centri storici.

Si tratterebbe di una novità dirompente soprattutto per le zone B, cioè totalmente o parzialmente edificate. Una novità voluta dal mondo delle costruzioni, che considera troppo stringenti i limiti al momento esistenti. La nuova norma potrebbe sbloccare l’attività edilizia nelle zone già urbanizzate.
 
Resta da capire a quali esiti porterebbe la misura. Da una parte si potrebbe ipotizzare un maggiore consumo di suolo, dall’altra un impulso alla sostituzione edilizia con aumento volumetrico, quindi un beneficio per la rigenerazione urbana.
 
Se la novità dovesse passare, ci sarà quasi sicuramente bisogno di norme attuative ed esplicative in grado di indirizzare l’attività edilizia nella direzione della crescita e della sostenibilità.
 

Lavori sui beni culturali con silenzio assenso

Per il 2019 e il 2020, i lavori di edilizia privata sui beni culturali potranno essere realizzati con il silenzio assenso della Soprintendenza: nel caso in cui l’autorizzazione non venga rilasciata entro 90 giorni dalla ricezione della richiesta, il via libera si intenderà acquisito.
 
Viene quindi introdotta una deroga a quanto previsto dall’articolo 22 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 42/2004), che fissa in 120 giorni il termine concesso alla Soprintendenza per rilasciare l’autorizzazione. Ma non solo, perché il D.lgs. 42/2004 non prevede il silenzio assenso.
 
 
La bozza aggiornata conferma inoltre le intenzioni di incentivare l’acquisto di case antisismiche e riconoscere agevolazioni al settore costruzioni.
 

Sismabonus

La bozza propone “l’estensione alle zone 2 e 3 del bonus previsto per l’acquisto di case antisismiche. Chi comprerà un immobile in un edificio demolito e ricostruito, situato in una zona a rischio 1, 2 o 3, potrà ottenere una detrazione pari al 75% del prezzo se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore, o dell’85% se si ottiene invece il passaggio a due classi di rischio inferiore.
 

Premi di cubatura per la valorizzazione edilizia

Saranno agevolati con l’applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna, i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla loro demolizione e ricostruzione, anche con variazione della volumetria, e alla loro alienazione.
 

Interventi per l’efficientamento energetico e l’antisismica

Secondo le intenzioni della bozza, il soggetto che effettua gli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza dal rischio sismico potrà ricevere un contributo, anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante. Il contributo sarà recuperato dal fornitore sotto forma di credito d'imposta, di pari ammontare, da utilizzare in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, senza l’applicazione dei limiti di compensabilità.
 

Imu sui capannoni

Aumenterà dal 40% al 60% la deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali delle imprese.
 

Welfare per i liberi professionisti

La norma prevede che gli enti gestori di previdenza per i liberi professionisti, fermo restando il rispetto degli equilibri finanziari delle rispettive gestioni, possano attuare forme aggiuntive di tutela per il sostegno del reddito, l’assistenza, il welfare e l’ingresso dei giovani professionisti nel mercato del lavoro. Tra le misure ci sono polizze sanitarie integrative, tutele per la maternità e genitorialità, attività di consulenza per l’accesso al credito, tutela contro i rischi legati all’esercizio della professione (polizza RCP) e sostegno al completamento degli studi.
 

Efficientamento energetico, 600 milioni ai Comuni nel 2019

Per l’anno 2019 saranno erogati ai Comuni 600 milioni di euro per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile. Le risorse saranno proporzionali alla popolazione dei Comuni e, scendendo nel dettaglio, sembrano abbastanza esigue. I contributi partono infatti da 60mila euro, per i Comuni con popolazione fino a 2mila abitanti, e arrivano a 150mila euro nei Comuni con popolazione superiore a 100mila abitanti.
 
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