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NORMATIVA

Emilia-Romagna, le colonie potranno diventare condhotel

di Rossella Calabrese

Approvata la legge che disciplina le strutture composte da camere d’albergo e alloggi privati

Vedi Aggiornamento del 13/07/2021
Foto: Colonia Agip di Cesenatico. ©Lorenzo Mini, Spazi Indecisi
19/04/2019 - La Regione Emilia-Romagna apre ai condhotel, la formula ricettiva ‘mista’ che combina nella stessa struttura camere d’albergo tradizionali e alloggi privati realizzati dalla vendita di parte delle stanze.
 
È stata, infatti, approvata in Assemblea legislativa la legge regionale che definisce regole e requisiti per avviare e gestire le nuove strutture con l’obiettivo di riqualificare e innalzare la qualità delle strutture, fidelizzare la clientela internazionale e diversificare l’offerta ricettiva del territorio.
 

Emilia-Romagna, le colonie potranno diventare condhotel

La possibilità di ‘trasformarsi’ in condhotel, unico caso in Italia, è estesa anche alle colonie marittime e montane: si tratta di una misura che la Regione definisce ‘antidegrado’, che tiene conto della specificità della regione, dove questi edifici sono molto diffusi, e che permetterà il pieno recupero di importanti edifici che sono oggi dismessi, non utilizzati e versano in stato di abbandono, evitando consumo di altro suolo, come prevede la legge urbanistica regionale.
 

Le regole del condhotel

In seguito al recepimento da parte dei Comuni - che, grazie alle modalità semplificate previste dalla norma, potrà avvenire in tempi rapidi - gli albergatori avranno la possibilità di destinare fino al 40% della superficie delle camere alla realizzazione di alloggi attrezzati ad uso residenziale, da vendere a privati; le risorse ricavate dalla vendita devono essere reinvestite nella riqualificazione e sicurezza degli edifici e nella qualità dei servizi allineandoli sempre di più agli standard internazionali.

Gli ospiti dell’hotel e i proprietari degli appartamenti godranno dei servizi alberghieri a partire dalla portineria unica e se il condhotel è costituito da più immobili, devono avere una distanza massima di 200 metri dalla sede della reception. Ogni proprietario può utilizzare in via esclusiva la propria abitazione per parte o tutto il periodo di apertura della struttura ricettiva o renderlo disponibile al gestore per i clienti dell’albergo.
 
Altro punto di forza del provvedimento - spiega la Regione - è la semplificazione e l’attenzione al territorio: i Comuni, ad esempio, possono pianificare dove e come attuare le nuove strutture ricettive; inoltre la legge individua modalità semplificate di recepimento della norma e di adeguamento degli strumenti urbanistici, quando è necessaria la variante urbanistica. Infine, per le aree da sottoporre a particolare tutela, i Comuni possono prevedere requisiti di maggiore qualità per servizi e strutture.

 

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