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Pagamenti della PA entro 30 giorni, via alla Legge Europea 2018

di Paola Mammarella

Deroghe fino a 60 giorni solo in pochi casi. Ok definitivo alla modifica del Codice Appalti

Vedi Aggiornamento del 15/06/2020
Foto: Twitter @SenatoStampa
19/04/2019 – I pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese non potranno più sforare il termine di 30 giorni. È stata approvata in via definitiva dal Senato la Legge Europea 2018, che cerca di porre rimedio ad una serie di procedure di infrazione avviate da Bruxelles contro l’Italia per il mancato o il non completo rispetto della normativa comunitaria.
 

Pagamenti della PA entro 30 giorni

La Legge Europea riscrive l’articolo 113-bis del Codice Appalti. I pagamenti degli acconti dei corrispettivi di appalto saranno effettuati entro 30 giorni dall'adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori, salvo che sia espressamente concordato nel contratto un diverso termine, comunque non superiore a 60 giorni e purché ciò sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche.
 
I certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo di appalto saranno emessi entro un termine massimo di 7 giorni dall'adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori.
 
Il responsabile unico del procedimento (RUP) rilascerà il certificato di pagamento ai fini dell'emissione della fattura da parte dell'appaltatore entro 7 giorni dall'esito positivo del collaudo o della verifica di conformità. Da questo momento decorreranno i termini di 30 o 60 giorni per effettuare il pagamento.
 

Il ritardo nei pagamenti in Italia

L’Italia ha subìto una serie di richiami dall’Unione Europea per i tempi di pagamento troppo lunghi.
 
Secondo la Commissione Europea, il Codice Appalti italiano finora ha violato la  Direttiva 2011/7/UE sui ritardi nei pagamenti, che impone alle autorità pubbliche di eseguire i pagamenti non oltre 30 giorni o, in casi singolarmente motivati, 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura o, se del caso, al termine della procedura di verifica della corretta prestazione dei servizi.
 
La Direttiva europea è stata recepita in Italia con il D.lgs.192/2012. Nonostante ciò, sono state toccate punte di ritardi fino a 18 mesi.
 

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