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RISPARMIO ENERGETICO

La ‘Green Economy’ può creare 800.000 posti di lavoro

di Alessandra Marra
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Fondazione Sviluppo Sostenibile indica 5 obiettivi fra cui la riduzione dei consumi di energia in edifici, scuole e uffici

Vedi Aggiornamento del 10/06/2019
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26/04/2019 – Lo sviluppo sostenibile e la green economy possono portare in sei anni alla creazione di 800.000 posti di lavoro in Italia.
 
Questo scenario è stato prefigurato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile nel Rapporto “Rilanciare l’economia e l’occupazione in Italia con misure e politiche al 2025 per 5 obiettivi strategici di green economy” presentato a Roma nel mese di aprile in occasione del Meeting di primavera, in preparazione degli Stati generali della green economy del 2019.
 
La Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con gli economisti di Cles Srl, ha calcolato che realizzando le misure proposte nel rapporto per raggiungere 5 obiettivi green si attiverebbero circa 190 miliardi di investimenti con circa 682 miliardi di aumento della produzione e 242 miliardi di valore aggiunto, creando circa 800.000 nuovi posti di lavoro al 2025. 
 

Sviluppo sostenibile: i 5 obiettivi da raggiungere

I cinque obiettivi green proposti dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile possono essere così sintetizzati:
1) realizzare un'efficace riduzione dei consumi di energia in edifici, scuole e uffici ristrutturando 35 milioni di m2 dei quali un terzo a bassissimi consumi energetici;
2) aumentare le rinnovabili elettriche, termiche e carburanti, arrivando al 2025 a 2Mtep per allinearsi agli obiettivi di Parigi;
3) virare verso l’economia circolare aumentando il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti, promuovendo riparazioni e leasing;
4) migliorare la qualità della città con un programma di rigenerazione urbana;
5) puntare su mobilità urbana più sostenibile per abbattere smog e congestione.
 
In particolare, lo studio mette in luce che il 40% dei consumi energetici finali in Italia è riconducibile al settore residenziale e terziario: si tratta del comparto più energivoro del Paese. Per compiere questa vasta operazione di risparmio energetico sia su edilizia pubblica che privata sono necessari investimenti d19,3 miliardi in sei anni (8 mld per i pubblici e 11,3 mld per i privati). La Fondazione suggerisce di spostare l’intera dotazione del conto termico su questi interventi.
 
Per quanto riguarda il settore privato, abitazioni e uffici, si suggerisce di continuare ad utilizzare il meccanismo dell’ecobonus che potrebbe arrivare a finanziare il 75% degli interventi; questi dovrebbero essere affiancati per la parte rimanente (25%) delle ristrutturazioni energetiche profonde da un meccanismo di prestito agevolato alimentato dal Fondo nazionale per l’efficienza energetica, integrandolo ed estendendolo fino al 2025. Questi investimenti creerebbero un incremento della produzione quantificabile in circa 62,7 mld€, un incremento del valore aggiunto di circa 23,4 mld€ e 130.600 nuovi occupati al 2025.
 

Green economy: una scelta economicamente vantaggiosa

“Lo studio”, sottolinea Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo Sostenibile, “documenta come sia arretrato il pregiudizio che porta a ritenere che ogni misura ambientale sia solo un costo economico e come, invece, servano misure ambientali efficaci per prevenire e ridurre costi crescenti generati dalla crisi climatica, da un modello lineare di economia, da città inquinate e congestionate. E come queste misure possono essere oggi anche una formidabile leva di nuovo sviluppo sostenibile e di nuova occupazione”.
 
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