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Radiatori, le opere d’arte ‘scaldanti’ dall’Ottocento a oggi
TECNOLOGIE

Radiatori, le opere d’arte ‘scaldanti’ dall’Ottocento a oggi

di Paola Mammarella
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Un patrimonio di design, tecnica e conoscenze scientifiche custodito al Musée Electropolis di Mulhouse in Francia

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29/04/2019 – Si sono diffusi a fine Ottocento sfruttando lo sviluppo dell’energia elettrica su larga scala e iniziative pubblicitarie sui benefici derivanti dal loro utilizzo. Sono i radiatori, nati come preziosi elementi di design che riproducevano le forme delle stufe con un approccio tecnologico tutto nuovo.
 
La storia dei radiatori è esposta al Musée Electropolis di Mulhouse (Francia) e ripresa dal progetto Google Arts & Culture. Vediamo alcuni esempi.
 
Inizialmente, come dimostra questo modello, i radiatori erano oggetti costosi da esibire e si badava poco alla loro efficienza.
 Foto: Musée Electropolis
 
A fine Ottocento, la diffusione delle lampade a incandescenza permise lo sviluppo di nuove tecnologie. Questo modello è stato utilizzato fino al secondo dopoguerra come fonte di calore supplementare. La maniglia serviva infatti a facilitare lo spostamento da un ambiente all’altro.
 Foto: Musée Electropolis
 
Successivamente, dalle lampade a incandescenza si passò ai pannelli di metallo che producevano e diffondevano il calore. Il design rimase simile a quello delle stufe a carbone. Questo modello veniva venduto come “camino elettrico”.
 Foto: Musée Electropolis
 
Un altro modello interamente coperto da pannelli di metallo.
 Foto: Musée Electropolis
 
Oltre all’efficienza, si badava anche all’estetica. A questo radiatore degli anni Venti sono stati aggiunti elementi decorativi. Potremmo definirlo uno dei primi esempi di termoarredo.
 Foto: Musée Electropolis
 
Vennero studiate anche stufette a parabola, che concentravano e irradiavano il calore in un’area precisa.
 Foto: Musée Electropolis
 
I produttori iniziarono a studiare campagne pubblicitarie che esaltavano i benefici, in termini di comfort abitativo, determinato dall’utilizzo dei radiatori, promuovendo anche modalità di acquisto a rate.
 Foto: Musée Electropolis
 
Gli ulteriori progressi tecnologici resero possibile il riscaldamento ad accumulo e la produzione di termoventilatori più potenti. Si iniziò anche ad usare la plastica, materiale che permise un nuovo concetto di design.
 Foto: Musée Electropolis
 
Un modello realizzato in bachelite, materiale molto resistente al calore.
 Foto: Musée Electropolis
 
Alla fine degli anni Trenta, l’azienda Saint-Gobain depositò un brevetto per lo stampo di resistori termici in vetro. Nacque l’iconico radiatore “radiaver”.
 Foto: Musée Electropolis
 
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il tema dei viaggi nello Spazio ha influenzato il design, compreso quello dei radiatori. Qui due modelli ispirati a navicelle e razzi spaziali.
 Foto: © Atoll Musée Electropolis
 
© Riproduzione riservata

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