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NORMATIVA Superbonus e unifamiliari, cosa deve fare chi ha superato lo scoglio del 30 settembre

Abusi edilizi, per la demolizione basta un sopralluogo

CdS: chi ha realizzato le costruzioni illegittime non può chiedere un nuovo accertamento a meno che non informi il Comune di aver rimosso i manufatti

Vedi Aggiornamento del 17/02/2020
Foto: Bogdan Mircea Hoda©123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 17/02/2020
28/05/2019 - Il Comune può emettere l’ordine di demolizione di un immobile abusivo dopo aver negato la richiesta di accertamento di conformità. È arrivato a questa conclusione il Consiglio di Stato con la sentenza 2921/2019.
 

Demolizione senza nuovo sopralluogo, il caso

Nel caso preso in esame, il Comune aveva accertato la presenza di alcune opere abusive e, successivamente, aveva ordinato la loro demolizione. Nel frattempo, però, il responsabile aveva rimosso uno degli abusi e presentato una richiesta di sanatoria.
 
Il responsabile sosteneva quindi che l’ordine di demolizione non fosse valido perché indicava opere ormai non più esistenti, ma soprattutto perché era stato emesso dopo l’istanza di sanatoria e la richiesta di accertamento di conformità, che il Comune aveva negato.
 

Demolizione senza accertamento di conformità, ok del CdS

Il Tar prima e il Consiglio di Stato poi hanno respinto le richieste del responsabile degli abusi. I giudici hanno spiegato che il provvedimento di ripristino dello stato dei luoghi può essere riferito all’accertamento di abusività e all’istruttoria compiuta precedentemente alla presentazione dell’istanza di sanatoria. Non è necessario accertare nuovamente l’esistenza delle opere abusive. Del resto, hanno sottolineato i giudici, la richiesta di sanatoria lascia presumere che le opere abusive siano ancora presenti sul suolo e che il privato voglia regolarizzarle.
 
Il privato, che nel frattempo aveva smantellato una delle due opere costruite senza permesso, avrebbe dovuto segnalarlo per far modificare all’Amministrazione i contenuti dell’ordine di demolizione.
 
L’effettuazione di un nuovo accertamento, ha spiegato il CdS, avrebbe comportato “un inutile aggravamento del procedimento sanzionatorio, in violazione del principio di speditezza ed economicità dell’azione amministrativa”.
 
L’ordine di demolizione è stato quindi considerato valido ed è rimasto efficace.
 

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